
Che la Campania, Napoli, e la sua periferia siano dei territori con una storia millenaria e un patrimonio culturale ed archeologico da far impallidire chiunque è una nozione di dominio pubblico già da tempo. Come lo è il fatto che siamo stati bravissimi, in tutti questi anni, a sfruttare tutto questo potenziale nel peggior modo possibile. Viene facile chiedersi come sia stato possibile, in un territorio saturo di cultura storica come l’Agro Atellano, sminuire e lasciare in uno stato di quasi totale abbandono strutture come l’ex Municipio del Comune di Atella e il Parco archeologico di Atella; o ancora un museo archeologico Atellano con una così bassa risonanza e rilevanza. Ce lo siamo chiesti anche noi, e abbiamo voluto chiederlo a chi poteva darci una risposta, vale a dire Antonio Tanzillo, Presidente della sede di Acerra dell’Archeoclub Italia.
«Una situazione tragicomica. Il vecchio museo di Succivo non ha trovato ancora allocazione se non in una misura provvisoria, e che dovrebbe essere la sede del vecchio municipio di Atella. La questione però è complicata e ci sarebbe tanto da parlare».
«Andiamo per ordine. Quando il museo fu istituito a Succivo si trattava di una sede era provvisoria, quella originaria era al vecchio municipio di Atella. Tale scelta era stata fatta perché il sindaco di Sant’Arpino, Francesco Lettera, non riuscì a mandare via delle famiglie che vi abitavano, e per non perdere gli effetti del decreto (decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali del 7 agosto 1991, Ndr) si trovò una sede secondaria, appunto a Succivo. Noi vorremmo che fosse trasferito il museo, con annesso Parco Archeologico di 65.000 metri quadrati, che si trova affianco al municipio».

«La proprietà della struttura, costruita durante il ventennio fascista, fu distribuita tra Orta, Succivo e (in modo minimale) Sant’Arpino. Nel 2018, Giuseppe Dell’Aversana, l’allora sindaco di Sant’Arpino, credette opportuno compulsare gli altri due sindaci per farsi impostare un capofila di comuni proprietari. Questo perché Fondazione con il Sud emise un bando dove c’era la possibilità di valorizzare tutti gli edifici di interesse storico, per attività culturali. Per fare ciò i comuni dovevano conferire il bene, e così fece il comune di Sant’Arpino, facendosi firmare la delega da Orta e Succivo. Fondazione con il Sud emise il bando e fu vinto da Terra Felix in partenariato con altre 12 associazioni. Ad oggi abbiamo questa struttura concessa a Terra Felix, in procinto il 26 giugno di effettuare un evento che fungerà da “intronizzazione”, ovvero un annuncio pubblico del possesso della struttura. Il reale stato dell’arte è però che mentre Succivo ha confermato la delega, Orta di Atella non l’ha ancora fatto. Tutti gli atti che sta facendo Sant’Arpino sono quindi atti unilaterali, molto illiberali, fatti a nome degli altri due comuni».
«La struttura è andata in abbandono. È deprimente perché il parco ha un potenziale molto alto. Noi di Archeoclub abbiamo rilevato un suolo sottostante pieno di stratificazioni storiche di tanti rinvenimenti. Il parco dovrebbe avere un’attenzione di scavo importante, che non ha, e non c’è un’organizzazione del Ministero nella sua Soprintendenza per una gestione dell’attività di scavo».
«Sì. Purtroppo l’abusivismo edilizio inizia a Sant’Arpino, durante l’amministrazione di Legnante, con un’attività molto massiva, poi seguita dal sindaco Brancaccio. Le evidenze sono attuali. Solo Succivo ha avuto per fortuna, un sindaco lungimirante che non ha fatto una diffusione intensiva dell’apporto edile, conservò questa zona e ne abbiamo beneficiato con una urbanizzazione molto più ordinata. Paesi come Sant’Arpino e Orta sono stati invece disastrati nel tempo».
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