
Il pianeta ha bisogno dei ricchi? È utile e necessario avere 1 milione, 100 milioni o 1 miliardo di euro o dollari? Un recente rapporto di Oxfam, un movimento che lotta contro disuguaglianze e ingiustizie di cui abbiamo parlato qui, ha esaminato lo spaventoso divario tra le persone ricche e quelle povere. Si stima che entro circa dieci anni un uomo riuscirà a possedere 1 trilione (1000 miliardi) di dollari: la ricchezza dei miliardari sta crescendo esponenzialmente, mentre vi è una povertà sempre più diffusa.
In tutto il mondo la ricchezza si concentra nelle mani di una minoranza, circa l’1%: di solito uomini, non appartenenti a minoranze etniche o di altro tipo, situati nel nord globale (dove vive il 21% della popolazione) e CEO di gigantesche aziende multinazionali o molto spesso azionisti di queste. Un potere economico mondiale dunque monopolistico. Il loro patrimonio è incrementato del 34% negli ultimi anni e quello delle loro aziende (148 in totale) del 52%. Di queste aziende 14 sono compagnie petrolifere e del gas: la ricchezza fa male al pianeta, fa male all’ambiente.
Durante il corso della storia il potere economico era di norma detenuto dagli Stati, dalle famiglie reali o dalla classe sociale al governo, ora non è più così. Negli ultimi decenni sta avvenendo in tutto il mondo una “corsa alla privatizzazione” aumentando così disuguaglianze ed escludendo ai poveri di accedere ad alcuni servizi o beni. È sintomatico, infatti, che il fatturato delle più grandi aziende si avvicini o in alcuni superi il PIL delle nazioni.
Nel 2022 circa 2 milioni di famiglie si trovavano in uno stato di povertà assoluta, cioè che non erano in grado di sostenere le spese minime e riuscire a condurre una vita accettabile e dignitosa. Ciò è dovuto ad una crescita esponenziale e direttamente proporzionale del tasso di inflazione (+8,9 %) e della ricchezza della minoranza della popolazione, anche in questo caso situata nell’estremità settentrionale. Sempre nel 2022 circa il 70% della ricchezza nazionale era detenuta dal 20% della popolazione e il numero di multimilionari (e il loro patrimonio) è cresciuto: dato che rispecchia perfettamente in scala la situazione mondiale. Ci troviamo quindi di fronte ad uno scenario di forti squilibri e accentuate disuguaglianze, ad un governo che fa finta di non vedere e di non sentire e ad un sempre più lontano salario minimo.
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