
Israele ha bombardato un ospedale. È successo da poco a Gaza City, nel Nord della Striscia. Ai quasi 3000 morti registrati dal 7 ottobre ad oggi, si aggiungono le 500 vittime finora stimate dopo l’attacco all’ospedale anglicano Al-Ahli. Era considerato un luogo di rifugio oltre che di cura: come questo, molti ospedali a Gaza sono sovraffollati a causa dei troppi feriti e rifugiati.
In tutto il mondo colpire strutture sanitarie e luoghi di raduno di feriti è un crimine di guerra. Gaza ha circa 30 ospedali, 13 gestiti dal Ministero della Salute e gli altri gestiti da privati. Presto dovranno interrompere i servizi a causa dell’assedio Israeliano che ha tolto energia a tutta l’area; tra questi anche l’unico ospedale oncologico della Striscia.
Ciò significa la morte di ulteriori persone. Ora neanche gli ospedali sono luoghi sicuri, colpiti dai bombardamenti che lì continuano incessanti. È “il peggior attacco a una struttura sanitaria del 21° secolo” ha denunciato Zaher Sahloul, responsabile dell’organizzazione MedGlobal. Per l’UNRWA invece, neanche le loro strutture sono considerate sicure sotto loro ammissione.
Nessun posto è sicuro a Gaza. Né in Cisgiordania, dove le forze di occupazione israeliane continuano a uccidere. Si stima che ogni ora vengono ammazzati almeno 14 palestinesi.
Dal 7 Ottobre l’accanimento di Israele si è intensificato anche contro le strutture e il personale sanitario: l’OMS ha affermato di aver documentato 34 attacchi ai servizi sanitari da sabato. 11 operatori sanitari dell’OMS sono stati uccisi mentre 16 sono rimasti feriti. Anche altri cinque lavoratori della Croce Rossa sono stati uccisi. Secondo l’OMS sono state colpite anche 20 ambulanze.
Non è la prima volta nella storia: Israele compie crimini contro l’umanità da settant’anni. Lo dicono le Nazioni Unite che denunciano ogni anno nuovi modi degli Israeliani per violare i diritti umani. Inutili lo denunciano, inutilmente, davanti alla comunità internazionale che non solo osserva impassibile il genocidio del popolo Palestinese, ma fa di peggio: sostiene la mano criminale che lo compie.
Di Ciro Giso
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