
Continua la sezione dedicata alla musica classica dell’edizione 2023 del Ravello Festival, il giorno 16 luglio, con la meravigliosa musica de Il Pomo D’Oro, direttore Maxim Emelyanychev in esclusiva per l’Italia, che ha ricevuto al termine del concerto una meritata standing ovation.
Il festival, nato nel 1953 con il contributo dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, si deve a Paolo Caruso il quale pensò ad una manifestazione progettata appositamente per i cultori della musica del compositore tedesco Richard Wagner.
L’evento, che si svolge ogni anno, non ha deluso le aspettative del pubblico. Il Pomo d’Oro si è esibito con un programma dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart suonando sue tre sinfonie: Sinfonia n.1 in mi bemolle maggiore per orchestra, K 16, la prima sinfonia di Wolfgang Amadeus Mozart, composta nel 1764 ad appena otto anni; Sinfonia n.35 in re maggiore “Haffner”, K 385 e Sinfonia n.36 in do maggiore “Sinfonia di Linz”, K 425.

L’orchestra, che ci ha deliziato con la sua musica durante la serata, prende il nome dall’opera di Antonio Cesti composta nel 1666 per le celebrazioni nuziali dell’imperatore Leopoldo I e Margherita Teresa di Spagna. Fondato nel 2012, Il Pomo D’Oro «è caratterizzato da un’autentica e dinamica interpretazione delle opere e delle composizioni strumentali del periodo Barocco e Classico».
I musicisti sono specialisti ben affermati e tra i migliori nel campo della performance storicamente informata collaborando con direttori del calibro di Riccardo Minasi, Maxim Emelyanychev, Stefano Montanari, George Petrou, Enrico Onofri e Francesco Corti.
Non solo appassionati musicisti, ma anche impegnati in azioni umanitarie, di fatti è da ricordare l’azione a sostegno dei profughi che svolge l’orchestra con il progetto umanitario “El sistema Grecia”, volto a fornire educazione musicale gratuita ai bambini nei campi profughi greci. Durante la prima ondata pandemica del Covid 19 è stata lanciata online L’Accademia Il Pomo D’Oro, offrendo lezioni di musica gratuite agli studenti di tutto il mondo.
Giovanissimo il direttore Maxim Emelyanychev, il quale ha debuttato a soli dodici anni. Poco dopo è stato invitato a dirigere alcune importanti orchestre barocche e sinfoniche internazionali in Russia e, dal 2013, è diventato Direttore Principale dell’orchestra Il Pomo d’Oro e Direttore Principale dell’Orchestra da Camera dei Solisti di Nizhny-Novgorod.
Viene così descritto, da riviste e critici, come direttore «dinamico, energico ed eccitante da guardare, esaltante sia per i musicisti che per il pubblico» secondo il The Guardian, ed afferma l’Evening Standard che «Maxim Emelyanychev è il direttore d’orchestra superbamente pieno di risorse ed elegante».
In effetti ha saputo regalarci emozioni che le note hanno ancor di più esaltato, se si pensa anche in quale suggestiva location esse hanno avuto modo di librare nell’aria. Il direttore di orchestra ti trascina in un film, di cui lui è regista, e l’atmosfera della costiera vista dal belvedere di Villa Rufolo ha cullato i nostri sensi, già inebriati dalla dolce musica mozartiana.
di Flavia Trombetta
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