
C’è un errore di fondo, quasi un vizio di forma, nel modo in cui il mondo degli adulti osserva, cataloga e spesso liquida la nuova generazione. Esiste, ed esisterà per sempre, un divario di valori, una discontinuità storica tra generazione precedente e figli del nuovo millennio. Ma chi stabilisce, oggi, il criterio universale di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato? Tra valori e principi è impossibile stabilire una gerarchia. Eppure, la generazione dell’era digitale viene costantemente dipinta come una massa priva di spina dorsale, intrappolata in un tunnel di dissociazione da schermo, apatia e nullafacenza da cui sembra impossibile scorgere una luce.
L’occasione perfetta per scardinare questa narrazione negativa e totalizzante è arrivata ieri sera, a Caserta, nella cornice ricca di storia della Biblioteca Diocesana. La terza edizione del Premio Marco Dongu non è stata una semplice cerimonia di consegna, ma un momento di straordinaria e commovente umanità. Un incrocio di sguardi, voci che tremano, lacrime che rigano i volti: se non è questa l’umanità, allora cos’è?
La cronaca recente, tuttavia, racconta un’altra storia. Questa stessa gioventù, così aspramente criticata, ha dimostrato a più riprese che quando è necessario urlare al mondo che c’è un problema, sa farlo. È scesa in piazza, ha occupato gli spazi pubblici, ha rischiato la propria incolumità per difendere l’ambiente, per pretendere legalità, per accendere i riflettori sui genocidi e sulle ingiustizie globali. Temi complessi che non hanno lasciato i giovani in silenzio; al contrario, hanno scosso le loro coscienze a tal punto che la rabbia generazionale e i tentativi di repressione del pensiero non hanno spento il diritto sacro di far sentire la propria voce. A volte, il compito di svegliare le coscienze tocca proprio a chi è in grado di vedere e sentire il mondo con una sensibilità unica, talmente profonda da fare fatica, a volte, a esternare tutta l’umanità che custodisce dentro.
Marco Dongu è stato strappato brutalmente alla vita, alla sua famiglia e ai suoi amici nel 2023, vittima di un tragico incidente stradale. Una ferita aperta nel tessuto vivo della città. Eppure, a distanza di tre anni, la sua figura si è trasformata nell’esempio più bello, prezioso e spendibile che Caserta potesse mai conoscere. Marco era un supporto costante per chiunque gli fosse accanto, un concentrato di bontà infinita, ma soprattutto un modello di impegno sociale a tutto tondo. Dal giornalismo locale all’attivismo civile e solidale, chiunque ieri sera abbia preso la parola ha donato alla platea il racconto di un ragazzo autentico, un modello che la nuova generazione non vuole solo ricordare, ma replicare.
Il Premio nasce proprio da qui: dalla volontà di valorizzare e premiare le giovani eccellenze del territorio casertano, portando alla luce nuovi esempi di dedizione. È il simbolo di una gioventù che lotta, che ha voglia di riscattarsi dall’oblio e da una narrazione mediatica monotona, strutturata per dare spazio solo alla tragedia e all’evento negativo, dimenticando i talenti. Questa “generazione del riscatto” rifiuta di farsi ingabbiare e incasellare in definizioni stereotipate. Se la nostra memoria tende a ricordare più i dettagli di un dramma che di un fatto positivo, la serata di ieri ha invertito la rotta, trasformando il dolore in un motore di speranza straordinario.
Un miracolo che si deve interamente alla forza titanica dei genitori di Marco, Maria Grazia D’Andrea e Salvatore Dongu. Non esiste, nella lingua italiana, una parola per definire un genitore che perde un figlio, e forse è giusto così: è un vuoto così profondo che nessun termine potrebbe mai contenerlo. Ma la loro decisione di trasformare quel dolore immenso in qualcosa di grande per i giovani della propria terra ha commosso l’intera comunità.
La serata, moderata con consueta sensibilità giornalistica da Nadia Verdile, ha visto alternarsi sul palco le massime autorità civili e militari, unite nel sottolineare la necessità di un cambio di paradigma per la provincia casertana.
Il Prefetto di Caserta, Lucia Volpe, ha espresso parole di forte incoraggiamento per l’iniziativa:
“Questa occasione rappresenta una vera e propria ondata di positività e vitalità per tutto il territorio e per la comunità casertana. La storia di Marco vivrà per sempre attraverso questi ragazzi: il suo ricordo è un valore aggiunto, un esempio concreto da seguire nella quotidianità”.
Subito dopo, il Questore di Caserta, Dott. Andrea Grassi, ha lanciato un monito chiaro, invitando istituzioni e cittadini a collaborare attivamente:
“Dobbiamo lavorare insieme per cambiare la narrazione di un territorio troppo spesso caratterizzato ed etichettato solo attraverso il male. Occorre necessariamente ribaltare questo schema ed essere noi stessi, a partire dai più giovani, gli artefici del cambiamento.”
Particolarmente toccante è stato l’intervento del Colonnello Manuel Scarso, Comandante Provinciale Carabieri Caserta: “Marco ha lasciato un’impronta indelebile in tutti noi. Ci ha insegnato come si vive davvero, e soprattutto quanto intensamente sia possibile farlo, spendendosi per gli altri”.
Il valore della memoria si è tradotto anche in impegni concreti per il territorio. Durante il suo intervento, l’On. Gianpiero Zinzi ha infatti riacceso i riflettori sulla sicurezza stradale, ricordando lo stato d’avanzamento del progetto di raddoppio della SS 700, la famigerata Variante di Caserta, un’arteria stradale cruciale a cui saranno dedicati investimenti da parte del Ministero dei Trasporti, un tema che tocca da vicino il dramma che ha coinvolto Marco.
L’emozione più pura della serata è stata regalata dagli stessi premiati. Nei loro occhi si leggeva la prima, potente consapevolezza di stare facendo qualcosa di grande non solo per le proprie carriere, ma per l’intera comunità. La loro commozione e la ferma volontà di farsi portatori dell’esempio di Marco hanno riempito i cuori della sala di una gioia pulita.
L’evento ha visto una mobilitazione istituzionale straordinaria, a testimonianza di quanto il Premio sia ormai radicato. Oltre ai genitori di Marco, la macchina organizzativa ha visto in prima linea Mattia Atzori, di Gioventù Casertana, capaci di rinnovare ogni anno questo presidio di merito.
In platea erano presenti i vertici delle forze di pubblica sicurezza e del soccorso: l’Arch. Maria Angelina D’Agostino (Comandante dei Vigili del Fuoco di Caserta) e l’Ing. Paolo Massimi (Direttore Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica, Antincendio ed Energetica). Il mondo politico e parlamentare è stato rappresentato, oltre che da Zinzi, dagli Onorevoli Gimmi Cangiano e Marco Cerreto. Presenti anche le amministrazioni locali con l’Avv. Vittorio Lettieri, Sindaco di Gricignano di Aversa, Angela Calise, già Alfiere della Repubblica, Federica Leuci e Mario Di Fonzo. I Forum dei Giovani di Casagiove e Gricignano di Aversa guidati dai rispettivi presidenti Antonella Palmiero e Francesco Iuliano, e le prime linee della rappresentanza studentesca universitaria e scolastica, tra cui Damiano Schiavone ( Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari – CNSU) e Raffaele Iavarone (Presidente delle Consulte Studentesche).
L’iniziativa, che gode dei patrocini morali dei comuni di Casagiove e Gricignano di Aversa, si è conclusa tra gli applausi e le lacrime. La terza edizione del Premio Marco Dongu si archivia così come un trionfo della memoria attiva: un appuntamento che ha dimostrato come Caserta sappia fermarsi, ascoltare i suoi giovani e proteggere un’eredità umana inestimabile. Un evento che, per il bene della comunità, merita di proseguire per sempre.
Leggi anche – “Premio Leonessa d’Italia”: la consegna al M° Gaetano Porcasi
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...