
Circa 250 figuranti hanno preso parte al presepe vivente di Napoli Est. Un evento tanto atteso, tenutosi ogni due anni fino all’avvento del Covid che ha poi interrotto la tradizione. Quest’anno, però, nulla poteva fermare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie all’Oliva, che ha chiamato a raccolta i fedeli della maggior parte delle chiese della zona. Coinvolgendo anche altri comuni come quello di Volla.
Le strade della contrada Oliva, tra Ponticelli e Barra, hanno ospitato quasi un chilometro di scenografie. Partendo dal primo presepe vivente del mondo, quello di Greccio, hanno affrontato temi di attualità e di cronaca. Una vera e propria denuncia la loro, verso ciò che inquina e rovina Napoli Est. Tra questi, i continui roghi in Via Mastellone.
“Dio nasce ancora”, è questo il messaggio, nonché il titolo dell’evento. Nonostante la pandemia, le guerre e tristi fatti di cronaca legati alla criminalità, Dio sa ancora come arrivare a noi. È stato questo ciò che hanno voluto trasmettere le 250 persone che hanno preso parte al presepe. Oltre a scene della tradizione biblica, sono stati rappresentati attimi di vita quotidiana ai tempi della quarantena e della zona rossa. Rappresentazioni capaci di trasmettere l’importanza dello stare assieme e del dare il giusto valore alla propria vita.
Ed è proprio sulla fine, che l’essenzialità dell’agire comune viene narrata in una scena di denuncia. Non si potranno fermare le guerre, che stanno rovinando il nostro pianeta. Né si può prevenire l’avvento delle malattie. Ma nel proprio piccolo ognuno può creare una rete per salvaguardare il posto in cui vive, il proprio quartiere. “Pensate ai roghi di Via Mastellone e dell’ex campo rom” recitano i piccoli attori. Ed è proprio il fatto che a parlare di un tema così delicato siano dei bambini che dona impatto e gravità al fenomeno. Sempre più spesso, infatti, soprattutto in estate, le strade di Ponticelli sono in preda a dei roghi tossici. L’ultimo grande incendio è quello del 18 luglio 2023, durato giorni.
Gli incendi nella zona Est di Napoli capitano ormai con cadenza mensile. Parlarne in un momento di festa e gioia è un chiaro segno che la pazienza degli abitanti di Ponticelli, Barra e San Giovanni sta per finire. I roghi non solo creano disagi come il rallentamento del traffico e la chiusura delle strade. Rilasciano anche diossine e furani a causa dei rifiuti bruciati. Tutto ciò, va a sommarsi alle critiche condizioni degli acquedotti, che nella sesta municipalità sono tra i più inquinati e carichi di nichel.
Era tempo di agire già anni fa, ma adesso è fondamentale. Gli abitanti così come le terre di questi quartieri hanno molto da offrire. Le istituzioni e il comune dovrebbero prendere seri provvedimenti contro queste problematiche. Roghi, inquinamento e criminalità non fanno altro che annebbiare una zona che potrebbe spiccare per cultura, storia e possibilità. Per fortuna, però, chi vive a Napoli Est e ci tiene alla propria terra, ha imparato a camminare anche attraverso la nebbia, e sa come muoversi.
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