
Il governo e il comune fanno strategia sulla pelle dei cittadini
La Regione Campania avrà il suo primo Cpr a Castel Volturno, un centro di detenzione da 43 milioni di euro. A sancirlo non è stato solo il bando di Invitalia, scaduto il 28 Maggio scorso, ma l’esito del consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco Pasquale Marrandino sul tema. Un consiglio aperto alle forze parlamentari del territorio, dove sono intervenuti il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, l’eurodeputata dem Pina Picierno, la consigliera regionale di Forza Italia Angela Parente (ex assessore a Castel Voturno) e il consigliere regionale dem Marco Villano. Ad essere assenti i parlamentari di Lega e Fratelli d’Italia, i cui partiti sono rappresentati nei banchi dell’opposizione in consiglio comunale.
L’amministrazione, guidata da Pasquale Marrandino e trainata da Forza Italia, ha espresso la sua contrarietà al progetto con un consiglio comunale fatto a 24h dalla scadenza del bando, nonostante fosse stato messo al corrente della notizia già a Febbraio. Una contrarietà espressa a bassa voce, trattenuta tra i denti, che ha marcato formalmente la spaccatura del centrodestra nel “comune dell’immigrazione”. Una spaccatura sul territorio che i piani alti del centrodestra hanno deciso di non evidenziare, ed è forse sotto questa chiave di lettura strategica che va vista l’assenza dei parlamentari di Lega e FdI, favorevoli al Cpr.
Veniamo alla posizione assunta dal sindaco Marrandino e dalla sua maggioranza, che può essere sintetizzata nel seguente periodo. “Non è competenza né del comune, né della Regione. Il Governo ha scelto, noi oggi esprimiamo la nostra contrarietà ufficialmente e chiederemo un Piano per le emergenze di Castel Volturno”. Ma davvero basta questo per esaurire il dibattito? La scelta del Governo di realizzare il primo Cpr della Campania a Castel Volturno non è dettata da alcuna emergenza o necessità: è una scelta squisitamente politica con fini elettorali. Nel comune “degli africani” il Governo fa un centro di detenzione per far passare un messaggio politico e finalizzare un’azione che ha fini elettorali.
È una scelta politica forte che avrebbe meritato una risposta politica altrettanto decisa, non condensata in un consiglio comunale ad un giorno dalla scadenza del bando per la realizzazione della struttura. Limitare il terreno dell’azione politica alle competenze è una mortificazione del valore dell’amministrazione comunale e della sua capacità di difendere l’interesse dei cittadini. La realtà è che tutti coloro che erano seduti al consiglio comunale sapevano già tutto: il Cpr si farà. Ed è un peccato, perché a risentirne sarà il territorio e chi guida l’amministrazione lo sa bene. Il Cpr si farà e la contrarietà, ambigua e debole, resterà nella cronaca storica di un territorio che sarà solo terra d’immigrazione emergenziale.
Ma c’è una nota che unisce maggioranza ed opposizione: la richiesta di un Piano speciale per Castel Volturno, con un documento che il sindaco ha accennato e che è stato redatto dall’ex assessore Parente (e di cui al momento non conosciamo il contenuto). Al netto di ciò, c’è una domanda da porsi: il Ministro dell’Interno legittimerà l’attuale amministrazione a gestire un eventuale Piano straordinario? Il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, è plurindagato per vicende che vanno dalla corruzione al voto di scambio. Ancora non ha fornito alcuna risposta pubblica circa il passaggio di denaro avvenuto nel parcheggio di un bar tra lui e un tecnico appena incaricato proprio dalla sua amministrazione. Dei segnali circa l’imbarazzo delle Istituzioni governative ad incontrare il sindaco c’è già stato. Partendo da un fatto ambiguo: non c’è stata alcuna nota ufficiale, né da parte del comune né da parte del Ministero circa l’incontro.
Non vi sono foto ufficiali né foto col Ministro o suoi funzionari. Con ciò non vogliamo affermare che l’incontro non vi sia stato, ma evidenziare un’azione ambigua. Perché non si è emersa alcuna ufficialità? Il Ministero è in imbarazzo a interloquire con un sindaco plurindagato? L’interesse di Castel Volturno rischia di essere danneggiato irreparabilmente. Non solo dal Cpr, ma dalla debolezza politica che pretende un Piano di “ristoro” ma che non è garanzia di affidabilità per l’esecuzione del Piano stesso. Sempre ammesso che si discuterà di un’azione speciale, al momento siamo ancora nel campo delle ipotesi e i tempi sono strettissimi considerando le votazioni nazionali del prossimo anno. La vittima di una politica debole sono i cittadini, il vero agnello sacrificale di una strategia elettorale di cui beneficeranno solo gli attori politici a discapito di un territorio.
Lo avevamo scritto e lo ripetiamo: il futuro di Castel Volturno si è deciso a Roma. Per l’ennesima volta la politica non è riuscita ad essere all’altezza delle grida che arrivano da una cittadinanza mortificata.
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