
Castel Volturno è uno dei rarissimi comuni italiani che dalla sua fondazione non ha mai avuto un PUC, Piano urbanistico comunale. Parliamo di uno strumento essenziale per regolare gli insediamenti produttivi e l’agglomerato urbano del territorio, volto a governare tutto: dalle infrastrutture all’edilizia residenziale.
L’assenza di un Piano così importante ha fatto sì che prendesse piede a Castel Volturno uno sviluppo a macchia di leopardo, con insediamenti produttivi prossimi alle abitazioni e senza alcun senso legato al decoro o all’efficienza. Un incubo enorme dal quale si sta uscendo, infatti oggi il comune di Castel Volturno, con l’amministrazione a guida Luigi Petrella, ha adottato il Piano frutto del lavoro della passata giunta comunale (ex sindaco Dimitri Russo). Anche se, come specificato dall’Ufficio Urbanistica della Provincia di Caserta: sono decadute le norme di salvaguardia dopo un anno dall’adozione, ciò ha avuto conferma a seguito della sentenza del TAR che ha legittimato la legge regionale che regolamenta le norme di salvaguardia dei Puc. Un Puc che, quindi, è passato da sinistra a destra e per l’approvazione dovremmo essere sulla linea del traguardo. Se destra e sinistra cambiano, per il Puc a Castel Volturno c’è una solida costante: il professor Roberto Gerundo. Il professor Gerundo è docente di Tecnica urbanistica presso l’Università di Salerno, Assessore al Governo del Territorio di Giugliano e responsabile scientifico per il Puc.
«La fase di progettazione è conclusa da tempo, abbiamo consegnato al comune il Puc, specificando che il Piano ha attraversato due giunte di schieramento politico opposto (prima sx con Dimitri Russo sindaco e oggi cdx con Luigi Petrella n.d.r.). Il Puc presentato con l’amministrazione Russo è stato mantenuto dall’attuale amministrazione, la quale è arrivata all’adozione del Piano, essendo stata più determinata dell’amministrazione precedente».
«Il Puc di Castel Volturno ha una prospettiva di stabilizzazione di nuovo consumo di suolo, in particolare dal punto di vista dell’edilizia residenziale. Quest’ultima prevede un consumo di suolo che va a rispondere al Piano di Coordinamento Provinciale che prevede per Castel Volturno circa 900 nuovi alloggi, che noi abbiamo declinato in riduzione (circa 700) concentrati nel centro città e riservati ad una funzione di edilizia residenziale sociale (ERS). L’accesso all’ERS è riservato per quei cittadini che non possono accedere all’edilizia pubblica poiché aventi Isee eccedenti quello stabilito, oppure perché non possono permettersi di accedere al libero mercato immobiliare, magari per l’impossibilità di far fronte ad un mutuo».
«Sul Domizia Village la questione è molto importante. All’epoca io ero tra i consulenti tecnici della Dda di Napoli e ho sostenuto le illegittimità insistenti su quell’area, presunti illeciti che incredibilmente il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto essere “regolari”. Ora siamo in una fase in cui non si sa se verrà confermata la confisca oppure verrà restituito tutto al proprietario. Noi abbiamo provato a risolvere il problema in questo Puc».
«Lì ci sono abitazioni illegittime in quanto dovrebbero essere attività alberghiere. Le famiglie residenti, che hanno acquistato in buona fede quali abitazioni, dovranno procedere al cambio di destinazione d’uso, andando a pagare gli oneri di urbanizzazione dovuti. Si tratta di nuclei familiari che ufficialmente hanno acquistato delle stanze d’albergo. Ciò riguarda due corpi di fabbrica, poi ce n’è un terzo non ancora terminato. In quel caso, abbiamo ipotizzato il completamento dell’opera finalizzato all’edilizia residenziale sociale, a carico del comune (in caso di confisca) o del proprietario (in caso di restituzione). I destinatari dell’Ers in questione saranno decisi a seguito di un bando ad evidenza pubblica e le abitazioni avranno prezzi calmierati concordati con l’amministrazione comunale. Le altre attività di tipo turistico, alberghi o piscina presenti nel Domizia Village, saranno completati afferendo sempre alla loro funzione originaria, quindi sempre finalizzate ad un uso turistico».
«Pensiamo di poter fare delle stanze d’albergo galleggianti, incentivandola vocazione turistica dei laghi. Le case galleggianti ovviamente non incidono sul consumo del suolo. Il Genio civile di Caserta ha posto la questione inerente il carattere pubblico e naturale dei laghi, i quali andrebbero coperti da vincolo paesaggistico che riguarda già tutte le acque pubbliche. Riteniamo che le strutture alberghiere già presenti e costruite sulla riva del lago limitino il carattere naturale e paesaggistico del luogo, perciò abbiamo immaginato delle soluzioni turistiche maggiormente ecosostenibili».
«Abbiamo dato un’ampia valorizzazione alla Domiziana, provvedendo al completamento di luoghi interstiziali, creando un asse attrezzato di 27km che ricorda vagamente l’area di Los Angeles, con una route fiancheggiata da attività produttive destinate a servizi, turismo, commercio».
Nella zona costiera abbiamo salvaguardato tutte le aree non edificabili, quindi dalla zona costruita al mare non c’è nemmeno 1mq in più da trasformare. La parte interna viene densificata non attraverso edilizia residenziale, ma con attività commerciali aperte al pubblico».
«Resta questo nodo, anche scaduto visto che l’Accordo di Programma andrebbe rinnovato. Noi ovviamente siamo rimasti nella prospettiva data dal suddetto Accordo».
«Si mantiene in un regime di tutela assoluta, come riserva naturale».
«Rimane solo il parere del Genio civile di Caserta, che ha richiesto un supplemento d’indagine da parte del geologo incaricato dall’amministrazione comunale. A breve ciò dovrà essere consegnato e si potrà passare all’approvazione, siamo in una fase complessa e conclusiva. Io tengo a ringraziare sia la precedente amministrazione che dato il via al Piano, la nuova che l’ha adottato e lo sta responsabilmente portando avanti, nonché l’Ing. Chiara Follera, Rup del procedimento, che segue tutto con grande attenzione e piena responsabilità».
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