
Ieri, 28 marzo, al CUS di Napoli si è giocato il Primo Trofeo Mario Paciolla, in occasione dell’anniversario del compleanno del cooperante Onu scomparso in Colombia quasi sei anni fa.
Mario Paciolla era un funzionario per le Nazioni Unite, operante a San Vincente del Caguán a contatto con ex guerriglieri delle Farc (acronimo di “Forze armate rivoluzionarie della Colombia”) nell’ambito di progetti di reintegrazione in società e allontanamento dai traffici illeciti e criminali.
L’evento è nato dalla collaborazione tra il collettivo Giustizia per Mario Paciolla e il Centro Universitario Sportivo di Napoli, con la partecipazione di quattro squadre di basket: Stella Rossa, Campi Flegrei Quakes, Neapolis, e CUS. «Mario amava il basket», si legge nel post con cui il collettivo ha pubblicato l’evento. «Nel giorno del suo compleanno», proseguono, «abbiamo deciso di organizzare il Primo Trofeo Mario Paciolla: un quadrangolare a squadre. Nella splendida cornice del CUS – Centro Universitario Sportivo, tra le migliori strutture sportive di Napoli, si affronteranno 4 squadre nel ricordo di Mario, con la presenza di Anna e Pino che premieranno la squadra vincitrice ed il miglior giocatore del torneo», invitando il pubblico a unirsi all’evento.

«È inutile, forse, dire che la Stella Rossa è sempre in prima linea nella ricerca di verità e giustizia», racconta Gaetano Masi, capitano del gruppo UISP – ASD Stella Rossa 2006, polisportiva di sport popolare attiva e presente nella lotta sociale, esterna e contraria alle politiche gerarchiche e finanziarie che caratterizzano gli ambiti sportivi e non solo. «La storia di Mario – dice – ci tocca doppiamente in quanto collettivo popolare/sociale e giocatori di basket. E questo è il modo migliore per dimostrare la sicurezza che Mario è stato ucciso perché sapeva qualcosa di più grande di lui».
«È stato un torneo amichevole? – spiega il capitano della Stella Rossa in merito all’andamento degli incontri – Sì, nel senso che erano tutti amici, ma il presupposto agonistico era quello delle occasioni ufficiali. Ce le siamo date tutti di santa ragione, non ci siamo risparmiati nell’agonismo, nella voglia di vincere come Mario avrebbe voluto». E conclude: «Non so se ci sarà un secondo torneo, ma credo che sia il modo migliore per festeggiare il compleanno di Mario, ogni anno e, così facendo, continuare a farlo vivere tra noi. Fisseremo tutti la data in calendario aspettando l’edizione del 2027 per i 40 anni di Mario. Dopotutto, le grandi manifestazioni sportive che si ripetono negli anni sono tutte partite dalla prima edizione, e la presenza dell’1° nella locandina lascia presagire che la manifestazione avrà un seguito. Un abbraccio ai genitori, siamo tutti loro figli in qualche modo».
La questione giudiziaria sul caso di Mario Paciolla è tutt’altro che risolta. Dopo la seconda archiviazione proposta dal tribunale di Roma lo scorso luglio, seguita da un corteo a Napoli di 2000 persone, sono sopraggiunte le commissioni d’inchiesta sul caso sia in Parlamento, che in diversi comuni italiani, come Mugnano e Milano. Anna Motta, la madre di Mario Paciolla, nella sede del suddetto corteo, affermò: «Ricordo sempre che Peppino Impastato è stato archiviato per ben tre volte, prima di giungere a verità».
E, ancora: «Sappiamo che sicuramente noi non ci fermeremo, continueremo a parlare di Mario in tutti i luoghi dove ci verrà chiesto, per farlo conoscere. Tra le ipotesi, c’è anche quella di rivolgerci al tribunale internazionale dell’Aia. La cosa fondamentale in questa vicenda è non sentirsi soli». Il riporto di queste parole, passate ma ancora oggi necessarie, vige da rappresentanza per la strada ancora da fare verso il raggiungimento, o meglio, il riconoscimento di una verità giusta e coerente con i fatti (qui, una panoramica precedentemente sviluppata insieme ad Anna Motta e Giuseppe Paciolla) e dà evidenza alla resistenza della famiglia Paciolla che, davanti a inerzie giudiziarie e istituzionali, come lo stesso silenzio dell’ONU sulla vicenda, fa fede alla verità dei fatti, all’amore di Mario e al sostegno di chi vede chiaramente la falla, l’ingiustizia, la mancanza, la devianza.
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