
Al Centro Commerciale Jambo si discute di cybersicurezza, un tema che è diventato sempre più rilevante nel mondo dello sport, in particolare nel calcio. Il fenomeno riguarda soprattutto la protezione dei contenuti trasmessi online, come le partite in diretta, spesso vittime di pirateria digitale. Il “pezzotto“, ovvero l’accesso illegale a contenuti sportivi a pagamento, continua ad essere un problema quando si parla di sport nell’era della sicurezza digitale. Il fenomeno della pirateria, oltre a fare danni anche in settori come quello musicale o cinematografico, sta uccidendo il calcio, che oramai si mantiene solo sui ricavi puri. Il fatto che ci sia un sistema parassitario di persone che vivono e sfruttano l’evento sportivo senza pagarlo significa che gli utenti dovranno pagare di più gli abbonamenti appositi. Questo è un tema importantissimo perché dà l’idea di come il sistema, se non vuole saltare, deve proteggersi.
“Sport e spettacolo nell’era della sicurezza digitale”: questo il titolo del convegno che si è tenuto al Jambo per discutere di lotta alla pirateria televisiva e cybersecurity. L’incontro è stata l’occasione per approfondire le dinamiche economiche, tecnologiche e legali legate alla sicurezza digitale, un aspetto fondamentale della vita della pubblica amministrazione come dei privati cittadini, dato che ormai la vita è sempre più online che offline.
Il termine indica la pirateria nel settore sportivo, ossia l’utilizzo di dispositivi o piattaforme che permettono la visione gratuita o a basso costo di eventi sportivi trasmessi legalmente solo tramite abbonamenti. Questo fenomeno è alimentato dalla frustrazione degli utenti di fronte ai costi elevati degli abbonamenti sportivi e dalla facilità con cui questi dispositivi possono essere acquistati e utilizzati. Inoltre, la difficoltà nel contrastare l’offerta illegale su Internet contribuisce alla diffusione di queste pratiche illecite.
Dopo l’approvazione della legge antipirateria (legge 93 del 14 luglio 2023), c’è stato un altro passo in avanti nella lotta contro il “pezzotto” e i siti che diffondono illegalmente le immagini del campionato di Serie A. La piattaforma Piracy Shield sarebbe in grado di bloccare i segnali illegali di trasmissione degli incontri di Serie A interrompendo le visioni pirata entro 30 minuti dalla segnalazione. La fattiva collaborazione fra Agcom, Agenzia della cybersicurezza, Lega Serie A e Fapav vuole altresì sensibilizzare gli utenti pirati sui rischi concreti che derivano dalla visione illegale di contenuti, affidando a operatori criminali i propri dati personali, e sulle sanzioni di natura penale ed economica cui andranno incontro. La piattaforma però riscontra ancora falle nella sua fattività.
Ai nostri microfoni, in occasione dell’evento tenuto al Jambo, abbiamo avvicinato l’amministratore delegato della Serie A Luigi De Siervo per un suo punto della situazione riguardo le tematiche discusse: «Il problema della pirateria è un fatto serio che riguarda anche le generazioni più giovani. Ci sono persone che ritengono furbo il fatto di non pagare un contenuto. Un po’ come se si potesse rubare all’interno di una libreria un libro che qualcuno un giorno ha pensato, scritto, pubblicato e distribuito. Io penso sia anche una battaglia culturale. La Lega Serie A quindi si è mossa con lo strumento della piattaforma Piracy Shield con l’obiettivo di contrastare dopo pochi minuti il contenuto trasmesso su siti illegali. Alcuni utenti non si rendono conto della scia di dati che lasciano su questi siti illegali, mettendoli quindi a rischio ed esponendoli ai pericoli di queste pratiche illegali. Dobbiamo continuare a spiegare che chi compie un atto di pirateria danneggia la squadra del cuore che dice di voler sostenere, perché la priva di risorse necessarie. Il calcio italiano perde 300 milioni all’anno, che sono il 30% delle proprie risorse, che poi vanno alla criminalità organizzata».
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