
Meta raggiunge “un patteggiamento” da circa 17 miliardi di dollari, di cui una parte è garantita e l’altra si somma al verificarsi di determinate condizioni. Si tratta più precisamente di un Consent Judgment: l’azienda e gli stati firmatari hanno stipulato un accordo monetario e delle modifiche che Meta deve introdurre e il risultato diviene giuridicamente vincolante.
Nel 2021, le procure statali americane iniziano un’indagine per capire il funzionamento di Instagram e i suoi effetti sulla salute mentale dei giovani. Si raccolgono dunque informazioni sulla gestione dei dati, il sistema di verifica dell’età e progettazione delle piattaforme. Nel 2023, 33 procuratori generali, poi 42, intentano una causa federale contro Meta.
Gli stati accusano l’azienda di Zuckerberg di aver progettato funzioni capaci di creare un uso compulsivo delle sue piattaforme, soprattutto tra bambini e adolescenti, tramite sistemi algoritmici e meccanismi come le notifiche, per aumentare il tempo trascorso sulle piattaforme. Avrebbero inoltre indirizzato i giovani verso contenuti potenzialmente dannosi, dato una rappresentazione fuorviante della sicurezza delle proprie piattaforme e raccolto dati di bambini sotto i 13 anni in violazione delle norme applicabili. Nella causa presentata, gli stati sostengono di poter dimostrare le accuse proprio con documenti interni a Meta.
Nel frattempo, nei vari stati sorgono iniziative legislative volte a ridurre i meccanismi di dipendenza, inserire limiti di utilizzo e altre modifiche in linea con il contenzioso giudiziario. Il 18 agosto 2026 inizia il processo (dopo che nel 2024 Meta aveva provato a far chiudere la causa con una motion to dismiss, ossia una richiesta di archiviazione per motivi giuridici, fallendo) e il 26 agosto l’azienda e i procuratori generali, giunti a 51, raggiungono l’accordo, ponendo fine al processo. Da specificare tuttavia che Meta risolve le rivendicazioni senza ammettere illeciti o violazioni di leggi federali e statali.
In maniera semplicistica, si parla di circa 17 miliardi di dollari in totale. Per quanto sia una cifra elevatissima per questa tipologia di accordi, per un’azienda come Meta, il numero fa un po’ meno paura. Basti pensare che gli utili netti (cioè quanto effettivamente hanno guadagnato) nel 2025 sono stati circa 60 miliardi di dollari e nel primo trimestre del 2026 sono stati intorno ai 15.
Inoltre, quei 17 miliardi di dollari sono la cifra potenziale. Come si articola dunque l’accordo? I primi 75 milioni sono i Cost Fund, per coprire le spese legali e le indagini degli stati. Altri 11,6 miliardi di dollari costituiscono la parte fissa per gli stati, ma sono divisi in rate per 10 anni. Ci sono poi altri 459 milioni per chiudere delle controversie legate al vecchio scandalo Cambridge Analytica, in cui Facebook aveva venduto dati degli utenti senza il loro consenso. I restanti 5 miliardi di dollari circa si aggiungeranno alle cifre elencate solo se i competitor di Meta, quali TikTok, YouTube e Snap, raggiungeranno accordi simili o subiranno simili limitazioni. I fondi raccolti devono essere destinati a servizi per la salute mentale dei giovani.
L’accordo comprende anche una serie di restrizioni che Meta deve applicare negli stati americani. Innanzitutto l’azienda deve cessare entro un anno l’uso dell’autodichiarazione degli utenti per l’età, ma usare sistemi di verifica oggettiva, sottoposti a target di false positività (minori erroneamente identificati come adulti) molto rigidi. I dati raccolti devono essere cancellati immediatamente dopo la determinazione dell’età e non possono essere usati a scopi commerciali.
Per limitare l’uso involontario, l’app deve avere un blocco predefinito da mezzanotte alle sei del mattino, un limite giornaliero di 2 ore su tutte le piattaforme, un promemoria di uso continuato ogni 15 minuti, con pause predefinite dopo 60 e 90 minuti continuativi e un blocco alle notifiche nella fascia dalle 8 alle 15 nel periodo scolastico. Interessante come, qualora si dovessero giungere limitazioni simili sui competitor di Meta, oltre al pagamento dei circa 5 miliardi di dollari accennato prima, le limitazioni si intensificheranno ulteriormente, con il blocco che si estenderà dalle 22 alle 7 e con il limite giornaliero che scenderà a 1 ora per ciascuna piattaforma (con tetto di 2 ore totali).
Meta deve introdurre anche la possibilità di un feed non personalizzato, ma basato esclusivamente sull’ordine cronologico delle pubblicazioni degli account seguiti. Deve essere disattivato il conteggio dei like per ridurre la pressione sociale e sono vietati i filtri al volto che simulano effetti di chirurgia estetica.
L’autorità terza addetta al controllo avrà accesso ai dati grezzi dell’azienda, dovrà stipulare resoconti regolarmente e, in caso di lacune da parte di Meta, la società avrà 90 giorni per adottare correttivi.
Meta, come dicevo, non ammette la sua responsabilità. L’aver pagato non si traduce in una resa, ma diviene la mossa più intelligente da fare per limitare potenziali danni economici, fuoriuscite di documenti interni e danni di immagine. I potenziali 17 miliardi di dollari, suddivisi in 10 anni, sono solo un costo più che accettabile per l’azienda. Inoltre, con questo accordo incentiva verosimilmente gli stati ad agire anche contro i suoi competitors, sia per ottenere i restanti 5 miliardi, sia perché lasciare invariate altre piattaforme come TikTok renderebbe tutto inutile.
L’azienda di Zuckerberg ne esce, in un certo senso, vincitrice; nel giro di pochi giorni, la notizia verrà dimenticata e l’aver frenato il processo evita la fuoriuscita di informazioni potenzialmente scomode. Inoltre, sulla carta, Meta ha la fedina penale pulita. Tuttavia, la società ha ancora tante cause aperte con altri stati, privati e associazioni scolastiche. Questo processo potrebbe essere apripista per altre cause di questa natura e, forse, di altri patteggiamenti di questo tipo.
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