
Il programma europeo EMFAF (in italiano FEAMP) è attivo dal 2021 e proseguirà almeno fino al 2027 e sostiene la politica comune della pesca, la politica marittima e l’agenda dell’UE per la governance internazionale degli oceani. L’obiettivo principale è fornire supporto allo sviluppo di progetti innovativi che garantiscano l’utilizzo sostenibile delle risorse acquatiche e marittime. Il fondo contribuisce a realizzare una pesca sostenibile e a conservare le risorse biologiche marine. Le ulteriori conseguenze positive sono la sicurezza alimentare attraverso la fornitura di prodotti ittici verificati, una crescita sostenibile con mari e oceani più sani e sicuri. In tal modo esse si allineano agli obiettivi UE, sia a quelli dello sviluppo sostenibile n° 14 delle Nazioni Unite, sia allo stesso Green Deal europeo.
Complessivamente il programma ha gestito e finanziato progetti per circa 6,1 miliardi di euro, di cui circa 5,3 miliardi in maniera condivisa e circa 800 milioni di euro in maniera diretta. I settori interessati sono: pesca, acquacoltura, energia marina rinnovabile, biotecnologia blu, turismo costiero e marittimo. Per quanto attiene direttamente l’Italia, citando e sintetizzando il documento ufficiale, è possibile affermare che il “PN FEAMPA affronterà tre sfide fondamentali per accompagnare l’evoluzione del settore entro il 2030: transizione verde/blu, transizione digitale e resilienza”.
La transizione verde o, meglio, la Transizione Blu, favorirà “un maggiore equilibrio tra opportunità e capacità di pesca” anche attraverso un quadro di riferimento normativo molto chiaro e includente tutti gli altri numerosi impegni internazionali (Agenda 2030, Green Deal europeo e Strategie dell’UE sulla Biodiversità) senza mai dimenticare la Comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork). Nel bacino Mediterraneo, nonostante i miglioramenti, gli sforzi per la conservazione ittica devono proseguire. Il PN FEAMPA contribuirà: alla riduzione della capacità di flotta (per ridurre del 40% lo sforzo massimo di pesca consentito in 5 anni con un livello di sfruttamento compatibile entro gennaio 2025 e la chiusura di alcune zone di pesca) ad attuare gli impegni assunti dall’Italia per la ricostituzione degli stock e per la protezione del Mar Mediterraneo.
La riduzione della sovraccapacità di pesca, l’aumento degli investimenti per mezzi di produzione più sostenibili, la lotta alla pesca non dichiarata e non regolamentata, promuoveranno il percorso di istituzione di almeno tre nuove aree di protezione degli stock ittici entro il 2027.
Molto importante deve essere anche il ruolo dei pescatori nel recupero dei rifiuti in mare e nella diversificazione delle attività. Per quanto attiene alla Transizione digitale: “Il PN sosterrà la digitalizzazione prioritariamente su quattro livelli: a favore delle imprese (incentivando diffusione di tecnologia e competenze su ICT, blockchain, etichettatura e packaging intelligente, favorendo la vendita telematica, relazioni dirette basate su rete digitale, social network e food delivery); per le attività di controllo (con investimenti in strumenti digitali per un controllo e un monitoraggio della pesca trasparenti, efficienti e di facile utilizzo, investendo in sistemi automatizzati e nello scambio di informazioni in tempo reale); per migliorare il sistema di raccolta, gestione e uso dei dati (intervenendo sia sul sistema organizzativo che potenziando le piattaforme di caricamento ed analisi, promuovendo la tracciabilità e la condivisione di big data); a sostegno dei processi di digitalizzazione delle Amministrazioni coinvolte”.
Per quanto attiene alla Resilienza: “…è necessario incrementarla al verificarsi di eventi imprevisti, inclusi cambiamenti climatici e situazioni emergenziali, innescando processi virtuosi che portino ad un cambio di passo nella gestione del settore e favorendo la logica di filiera, l’efficienza, la competitività, la valorizzazione delle produzioni e la trasformazione dei pescatori, uomini e donne, in imprenditori ittici. Si deve superare la logica di emergenza e favorire l’apertura a prospettive future”.
Lo scorso febbraio 2025 è stata fissata la scadenza per la ulteriore presentazione di progetti con un bando da circa 5,7 milioni di euro. Con tali fondi saranno finanziate due principali iniziative. La prima è inerente alla cooperazione regionale marittima che promuove la specializzazione intelligente e l’innovazione nell’economia blu sostenibile. Tale argomento è supportato anche dalla piattaforma tematica Smart Specialisation, creata proprio per l’economia blu sostenibile. I progetti realizzeranno attività volte a creare e rafforzare partenariati interregionali strategici che sviluppino e implementino soluzioni altamente innovative che affrontino le priorità dell’economia blu sostenibile dell’UE. La seconda iniziativa, anch’essa molto interessante, è inerente ai benefici ambientali dell’agricoltura oceanica rigenerativa e alla promozione dell’innovazione nel settore delle alghe.
I progetti dovrebbero misurare e quantificare i benefici ambientali dell’agricoltura rigenerativa di specie di alghe locali o di alghe in combinazione con molluschi e crostacei e stimolare l’innovazione nel settore delle alghe, sostenendone lo sviluppo e introducendo sul mercato nuovi prodotti e servizi a base di alghe. Per monitorare lo stato degli impianti di acquacoltura in Italia, è disponibile la Web App @AquaGIS che costituisce un utile e immediato supporto anche per conoscere vincoli e usi del mare e dell’ambiente marino costiero. È possibile consultare oltre 130 strati informativi e 80 mappe tematiche e analizzare il livello di idoneità di zone e siti per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura.
I prodotti d’acquacoltura rappresentano il 47% del volume totale del settore ittico nazionale e oltre il 37% del valore. Nel 2020 sono state prodotte in Italia circa 123 mila tonnellate di pesci, molluschi e crostacei freschi per un valore di circa 390 milioni di euro. L’acquacoltura italiana è diversificata per specie, ambienti di allevamento e tecniche di produzione: sono allevate circa 30 specie di pesci, molluschi, crostacei e alghe in 1061 impianti (MiPAAF). Le principali specie allevate sono trota iridea, spigola, orata, mitilo e vongola verace. L’acquacoltura marina, che include la molluschicoltura e la piscicoltura marina, rappresenta il 70% della produzione nazionale e occupa una superficie di circa 22.000 ettari, pari allo 0,16% dello spazio demaniale marittimo nazionale.
Fonte: Magazine A.R.P.A. Campania
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