
Verso la fine dello scorso aprile, a Caserta arrivò la notizia che tutti si aspettavano: lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. A seguito di quella notizia il Sindaco di Caserta Carlo Marino fece sapere che era deciso a presentare ricorso al TAR. L’ex sindaco aveva definito lo scioglimento “un atto di natura politica”. A quanto si evince, il Sindaco Marino avrebbe preparato un dossier di oltre 400 pagine per provare a provare lo scioglimento come un atto illegittimo. Ad oggi, con la scadenza per presentare il ricorso fissata al prossimo 13 luglio, le forze politiche devono tirare le somme su questa possibilità. Ma, evidentemente, quasi tutti hanno voltato le spalle con la passata amministrazione.
Per alcuni di questi partiti, ovviamente, i dubbi non si pongono. Di fatti, le forze di centrodestra sono compatte nel non voler firmare il documento di ricorso al TAR. Fatto sta che molti dei suoi esponenti, come Maurizio Del Rosso della Lega e Pasquale Napolitano di Fratelli d’Italia, si sono dichiarati non intenzionati a firmare con parole molto critiche nei confronti dell’amministrazione Marino. Addirittura tra le file del centrodestra ci sarebbe chi – come l’ex consigliere Donato Aspromonte (Lega) – avrebbe pensato di costituirsi in giudizio contro il ricorso e a sostegno della decisione del governo.
A sinistra, ovviamente, le dinamiche sono ben differenti. Certo è che, anche tra le file della precedente maggioranza, sono molto restii a firmare il ricorso. I riflettori sono puntati sulla posizione del Partito Democratico, i cui vertici provinciali e nazionali chiedono un cambio di passo rispetto alla conclusa amministrazione. Sembrerebbe infatti che queste indicazioni verranno seguite anche dal partito locale, con riferimento all’ex consigliere del PD Matteo Donisi. Il ‘no’ al ricorso del TAR farebbe allineare i dem anche con gli altri partiti della sinistra civica, ‘Caserta Decide‘ e ‘Speranza per Caserta‘, garantendo così la linea del ‘campo largo’ perseguita dal PD nazionale. Per questi partiti il dubbio non si è mai posto: in particolare la posizione di Raffaele Giovine (Caserta Decide) rimarca la necessità di un cambio di passo che non sia dovuto solo dalle infiltrazioni camorristiche, ma anche dalla malagestione di Caserta. Ultimo, ma non per importanza, sarebbe il PSI, la cui posizione sembrava quella più in bilico. Tuttavia, da quel che è trapelato nelle ultime ore, anche i suoi esponenti avrebbero confermato la volontà di non firmare il ricorso.
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