
La turistificazione di Napoli è un argomento complesso da affrontare, che mostra i paradossi della città che cambia. Negli ultimi dieci anni, il capoluogo campano ha attraversato una repentina trasformazione dello spazio urbano, che oggi riguarda soprattutto il centro storico della città. Nel 2025 è previsto che ben 17 milioni di turisti visiteranno Napoli, ad oggi tra le città più popolari in Italia, scelta per il turismo esperienziale, oltre che culturale e gastronomico. Il fenomeno è oggetto di numerosi studi, a partire dall’Osservatorio scientifico del Comune di Napoli, che monitora costantemente i flussi dei visitatori, fino all’Università Federico II di Napoli, dove il professore Stefano De Falco si occupa dell’impatto della turistificazione sulla città. In una ricerca pubblicata nel 2023, De Falco spiega che “il turismo è una delle attività economiche più visibili e trasformative di un territorio”, e di conseguenza esso è anche «un modellatore di nuovi paesaggi urbani».
A differenza di città come Parigi, Berlino e Barcellona, Napoli ha una reputazione storica di città meno turistica, i cui flussi sono legati alla stagionalità. Negli ultimi anni, la grande rivalutazione a livello nazionale e internazionale del centro antico ha acceso un nuovo interesse sui monumenti culturali e sui prodotti enogastronomici napoletani. Secondo De Falco, il successo di Napoli tra i turisti è il risultato di fattori di natura endogena ed esogena, che hanno a che fare ad esempio con “l’eco globale” che hanno ottenuto dei prodotti culturali ambientati nella capitale napoletana. I romanzi di Elena Ferrante “L’Amica Geniale”, il film “È Stata la Mano di Dio” del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, e le serie tv come “Mare Fuori”, hanno contribuito a rendere attrattivo il territorio. Anche la diffusione di enormi murales svolge un ruolo di attrattore secondo lo studioso, come il murales di Maradona nei Quartieri Spagnoli, che attira un numero di visitatori pari ai siti culturali di primo rango a livello europeo. Infine, alcune scelte dell’amministrazione comunale, come l’ammodernamento dell’Aeroporto di Capodichino e la pedonalizzazione di alcune aree del centro città, ha contribuito a facilitare i flussi turistici.
Secondo De Falco, il turismo, oltre a modificare il paesaggio urbano, mette anche in luce aspetti dell’identità partenopea che spiccano nel contesto europeo. Questa rinnovata popolarità nei confini nazionali ha spinto anche molti turisti internazionali a scegliere la città per vivere l’esperienza dell’autentico folklore napoletano. Come spiegato da De Falco, Napoli da qualche anno sta vivendo una fiorente stagione turistica che non necessariamente coincide con una maturità dal punto di vista logistico e infrastrutturale. In questo contesto di rapido ma pervasivo processo di turistificazione, emergono oggi degli elementi distorsivi, come conferma la ricerca di De Stefano, che parla di una città che mostra “il rovescio della medaglia”. Napoli oggi vive uno sconvolgimento del paesaggio urbano che porta alla gentrificazione residenziale e produttiva, compresa la rottura dei servizi di base ai gruppi sociali più deboli.
La metamorfosi identitaria è un aspetto figlio delle dinamiche turistiche, che vive una diversità di costruzioni visive, culturali ed ecologiche. Nel futuro, Napoli è chiamata alla maturazione, per evitare che queste dinamiche parossistiche prendano il sopravvento. Cioè, secondo De Stefano, dovrà «liberarsi da un turismo polarizzato su dinamiche relative a fast food e a prezzi non troppo esosi» che, da un lato, «danneggia interi settori artigianali di carattere storico» e dall’altro «determina una rincorsa ai volumi di turisti per servizi di bassa qualità che danneggiano gli stessi cittadini». Nei prossimi dieci anni, il capoluogo partenopeo dovrà prediligere un approccio di pianificazione di medio periodo rispetto alle dinamiche turistiche. La governance istituzionale, secondo lo studioso, è essenziale per permettere una costruzione del futuro della città che si allontani dalla ricerca del rapido e facile profitto di breve termine.
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