
Castel Volturno (CE) – Oggi, il bar 2 Type ha accolto il primo appuntamento della rassegna “Il Sabato del Villaggio”, un’iniziativa che vuole trasformare il locale in un vivace caffè letterario. Il tema centrale di questo primo appuntamento, un libro che esplora un argomento di grande importanza: la storia delle donne nella Terra di Lavoro.
Protagonista del primo appuntamento della rassegna “Il Sabato del Villaggio” è stato Pasquale Iorio, da anni attivo nella valorizzazione del territorio casertano, che ha presentato il suo ultimo lavoro, “Le Donne nella storia della Terra di Lavoro”. Insieme all’autore, erano presenti Leda Tonziello, insegnante e attivista ambientale, che ha moderato l’incontro, e Fabiola Altavilla, cantante specializzata nella musica degli anni ‘60 e ‘70, che ha letto alcuni brani del libro. L’incontro è stato introdotto dallo scrivente, in qualità di organizzatore della rassegna, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Castel Volturno, Andrea Scalzone, che ha portato i saluti dell’amministrazione locale.

Le domande di Leda Tonziello hanno stimolato Iorio a discutere la sua ricerca, focalizzata sulla riscoperta di narrazioni spesso trascurate, offrendo una nuova prospettiva sul ruolo cruciale delle donne nella costruzione sociale, economica e culturale della Terra di Lavoro. Iorio ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a dedicarsi alla storia femminile locale, sottolineando come la storia di un territorio sia indissolubilmente legata alle vicende delle sue donne, e come questa connessione possa arricchire la comprensione del passato e del presente della comunità.
«La storia delle donne è il cuore della storia di un territorio» ha affermato con passione. «Senza il contributo femminile, molte realtà socio-economiche, come il celebre distretto serico di San Leucio, non sarebbero mai esistite nella forma che conosciamo. Le donne che lavoravano in quei setifici sono state pionieristiche nel rivendicare e ottenere autonomia economica e sociale. Il loro ruolo è stato fondamentale per l’emancipazione di una comunità che, purtroppo, tende a dimenticare questo prezioso patrimonio».
Il suo lavoro si concentra su donne che definisce “eccezionali”, ma riconosce anche l’esistenza di una vasta gamma di storie di donne comuni da scoprire. La sua ricerca non si limita ai nomi più noti, ma si propone di restituire dignità e visibilità anche a quelle esistenze meno celebrate, ma altrettanto fondamentali per l’identità territoriale. La ricerca ha presentato diverse sfide. Il recupero di documenti e testimonianze riguardanti la storia femminile si è spesso rivelato complesso, a causa della storica marginalizzazione e della scarsa documentazione rispetto alla storia maschile. Tuttavia, l’autore, adottando metodologie innovative e integrando fonti orali e documenti d’archivio, è riuscito a ricostruire una narrazione solida e dettagliata.

Guardando al futuro, Iorio è convinto che la riscoperta delle storie femminili possa svolgere un ruolo cruciale per il presente e il futuro del Mezzogiorno. Queste narrazioni, infatti, non solo arricchiscono la comprensione storica del territorio, ma possono anche stimolare un rinnovato impegno sociale e politico, contribuendo a colmare il divario con il Nord Italia. Ed il suo auspicio è che questo lavoro possa ispirare iniziative simili in altre regioni del Sud, ricche di storie di donne ancora da scoprire e valorizzare. «Ogni regione custodisce un patrimonio femminile unico» ha concluso.
«Solo attraverso il recupero di queste storie potremo realmente comprendere e valorizzare la nostra identità collettiva».
– Di Bruno Marfé
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