
La corsa verso le regionali in Campania si arricchisce di un passaggio politico che rischia di pesare sugli equilibri delle coalizioni: Giovanni Zannini, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, ha ufficializzato la sua adesione a Forza Italia. Il tutto attraverso un post su Facebook, nel quale rinnova la sua gratitudine e fiducia personale a Vincenzo De Luca.
Un comunicato politico dal sapore nostalgico, a tratti romantico, di chi, in questo caso Zannini, avrebbe fatto carte false pur di sostenere il centrosinistra. Dietro questa rottura c’è una “diversa visione politica” e la difficoltà di trovare spazio per i moderati guidati da Zannini. La realtà però potrebbe essere un’altra, lo schermo di legalità imposto da Roberto Fico e dai cinque stelle, attraverso la composizione di una commissione di legalità politica, avrebbe quasi certamente fatto fuori il mondragonese.
Pesante delle ultime vicende giudiziarie e di una nomea troppo chiacchierata per aver il lasciapassare della coalizione. Giovanni Zannini con un esemplare salto della quaglia aderisce a Forza Italia, e porta con sé decine di amministratori locali fedeli al vassallo provinciale. Questa scelta mescola le carte della partita politica in vista delle regionali, proviamo quindi a fare il punto insieme.
Zannini non è un nome qualsiasi. Forte di un radicamento nella provincia casertana, è stato negli ultimi anni un interprete di quella politica clientelare, che costruisce consenso su temi concreti. Il suo spostamento verso Forza Italia porta al centrodestra non solo voti, ma una rete di relazioni locali che può diventare decisiva nelle province interne, tradizionalmente terreno di battaglia cruciale per il risultato complessivo.
C’è da sottolineare, però, la sua ambiguità politica che presumibilmente non lo renderà mai fedele fino in fondo al progetto politico forzista. In questi anni Zannini ha mostrato a tutti la sua capacità di creare consensi su un asse ampissimo: da De Luca e il centro sinistra, passando per Forza Italia e il legame stretto con Gimmi Cangiano coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.
Insomma, una grande ed ampia panacea, in grado di consegnare al mondragonese l’intero territorio casertano. Ritornando all’attualità quindi, pare difficile che il suo legame con Vincenzo De Luca non possa condizionare le sue decisioni politiche anche se dovesse essere eletto nello schieramento opposto. Il passaggio di Zannini più che una vittoria pare una spina nel fianco per il centrodestra.
Il partito azzurro, a livello regionale, era da tempo alla ricerca di un segnale di vitalità. L’ingresso di Zannini risponde esattamente a questa esigenza: rafforzare il presidio territoriale, dare il messaggio che Forza Italia non è un attore residuale nel centrodestra campano, ma può giocare da protagonista nelle trattative sulle liste e le candidature.
C’è da sottolineare però il ruolo sempre meno decisivo del coordinatore regionale, Fulvio Martusciello. Stando alle ultime indiscrezioni il centrodestra non ha ancora un candidato alla presidenza della regione Campania, si discute di nomi, di liste, ma senza un programma e senza un candidato. Martusciello fino ad ora ha fallito nel tentativo di imporre un nome alla coalizione di centro destra, venendo schiacciato dal peso di Fratelli d’Italia.
L’altro punto l’arrivo di Giovanni Zannini in Forza Italia certifica il ruolo statico del partito, che aspetta ed accoglie ad ogni prezzo il consigliere regionale. A queste condizioni è difficile che il centrodestra possa raggiungere palazzo Santa Lucia da vittorioso, il cammino è lungo ma le condizioni sono pessime.
La scelta di Zannini potrebbe dal punto vista politico arrecare una frenata al centrosinistra, che dovrà fare a meno del suo bacino di consensi. Se é quest’ultima è una verità incontrovertibile, c’è da sottolineare però la risalita in termini di immagine che può acquisire la coalizione guidata da Roberto Fico.
Quello di Giovanni Zannini è un nome troppo chiacchierato per non rappresentare un problema a quella che si configura come una parte politica attenta alle liste ed alla loro composizione. Non mancano però le ambiguità all’interno della coalizione di centrosinistra che si configura come un grande contenitore politico che assume sempre di più le sembianze di una “colazione” piuttosto che di una coalizione. I cui protagonisti sono tanti e di diverse vedute: da Conte a Mastella, passando per Renzi e la famiglia De Luca, detentrice di una licenza politica che tiene per gli attributi tutta la sinistra campana.
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