
Certe volte, a migliaia di chilometri da casa, accadono incontri che sorprendono il cuore e rinnovano legami profondi. È ciò che è successo in occasione della presentazione del progetto Voices of Heritage, tenutasi a Philadelphia: un’iniziativa culturale ambiziosa e innovativa, finanziata con fondi del Pnrr e volta a valorizzare il patrimonio artistico italiano nel mondo, con un focus sull’identità, la memoria e la digitalizzazione dei beni culturali. Cuore pulsante dell’iniziativa è il Conservatorio di Musica Statale Nicola Sala di Benevento, guidato con visione e determinazione dalla presidente Caterina Meglio. Sotto la sua direzione, il Conservatorio ha saputo trasformarsi in un vero e proprio laboratorio creativo, capace di coniugare tradizione e innovazione e di esportare nel mondo la ricchezza della cultura musicale italiana.
Durante l’evento, impreziosito dalla partecipazione di esponenti istituzionali e accademici, non è mancato un momento particolarmente emozionante e inaspettato: il ritrovare, tra i protagonisti del progetto, una cara amica del nostro giornale, la dott.ssa Emmanuela Spedaliere, direttrice del Teatro di San Carlo. In una città come Philadelphia, lontana dal calore partenopeo, è stata una vera e piacevolissima sorpresa rivederla. L’occasione si è rivelata perfetta per scambiare qualche parola, raccogliere riflessioni a caldo sull’iniziativa e scoprire insieme alcune novità che riguardano uno dei teatri più antichi e prestigiosi d’Europa.
«Abbiamo voluto sostenere l’ingresso dell’Opera Italiana come patrimonio UNESCO, un traguardo importante che va valorizzato ed esportato nel mondo. Il nostro obiettivo ora è diffondere tra i giovani la cultura del Bel Canto affinché siano custodi di un’eccellenza che ha reso grande il nostro Paese».
«L’Opera Italiana è la Cultura Italiana e quest’ultima ha avuto un’influenza globale che non possiamo trascurare oggi. Sono arrivata a Phildelphia e ho trovato tantissimi napoletani, con i quali abbiamo parlato della Campania, di Napoli e delle sue straordinarie tradizioni. C’è tanta Italia fuori che ci aspetta e noi dobbiamo farci trovare pronti».
«Mi sta a cuore perché è stato un progetto di rigenerazione urbana che ha restituito ai giovani un’identità e una dignità. Abbiamo insistito sulla promozione di una formazione che faccia acquisire ai ragazzi delle competenze da far valere nel mondo del lavoro. Le Officine rappresentano in maniera trasversale tutti i mestieri del palcoscenico, non solo artistici ma tecnici».
«Le Officine devono continuare e questa è una priorità. L’altra progettualità strategica è Europa InCanto, un grande progetto in cui avvicineremo l’Opera ai bambini. Stiamo portando avanti con la Presidenza del Consiglio il programma e posso già confermare che nei prossimi mesi, in occasione dello spettacolo “Il Barbiere di Siviglia”, al Teatro ci saranno oltre 100mila studenti che man mano si susseguiranno diventando parte attiva dello spettacolo, quindi recitando e cantando sulle splendide note de “Il Barbiere di Siviglia”».
Tra i protagonisti principali del progetto Voices of Heritage ci sono i Conservatori di musica “Lorenzo Perosi” di Campobasso e “Nicola Sala” di Benevento. Le orchestre dei rispettivi conservatori si sono unite per una serata di musica classica al Kimmel Center di Philadelphia; un’emozione unica coronata con una standing ovation da parte del pubblico americano. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Caterina Meglio, Presidente del Conservatorio di Musica Statale “Nicola Sala” di Benevento.
«È un percorso di valorizzazione che parte dal canto beneventano per arrivare al musical. Siamo già stati a New York per una serata conclusasi con un seminario all’Istituto Italiano di Cultura, quindi questa è la naturale prosecuzione del progetto. Il nostro progetto di ricerca riguarda la valorizzazione di tutti i manoscritti del canto beneventano che sono in possesso della Curia e dell’Archivio di Stato».
«Sì, ci sono due cattedre negli Stati Uniti d’America riguardo il canto beneventano. Una è presso il MIT e l’altra all’Univerisity of Texas. Abbiamo concluso un accordo con la Julliard School di New York per un progetto di mobilità che farà sì che due studenti americani studieranno presso il nostro Conservatorio, e la stessa opportunità sarà riservata a due studenti italiani che si recheranno a New York».
«Questa è stata la casa del Maestro Riccardo Muti per tanti anni, quindi abbiamo voluto portare i nostri ragazzi nel tempio moderno dell’opera lirica qui a Philadelphia. Il Bel Canto oggi è patrimonio immateriale dell’UNESCO, diventando così un elemento determinante del Made in Italy nel mondo».
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