
Il Rione Sanità ha accolto cinque giornate di arte cinematografica e cultura con il progetto del Sanità Film Festival (SAFF). L’iniziativa, alla sua prima edizione, pone al centro il tema del cinema come comunità. Il progetto nasce in collaborazione con la Fondazione di Comunità San Gennaro ed Apogeo ETS, finanziato dal Comune di Napoli. Siamo a Via dei Cristallini, nel cuore del Rione Sanità, dove il SAFF si augura di trasmettere curiosità e cultura ai più giovani del quartiere ed a tutta la città.
Tra networking, formazione, presentazione di libri, social tour, live music, performance artistiche, proiezioni ed eventi completamente gratuiti, questo festival è l’ennesima conferma che Napoli ha molto più da offrire di “pizza e mandolino”. Questa città e tutta la comunità del Rione Sanità hanno abbracciato la cultura e la crescita del quartiere, dimostrando quanto sia forte il legame tra Napoli e l’arte. Tra masterclass tenute dai partner dell’evento ed un concorso nazionale con oltre 240 opere, il SAFF è stato l’evento di cui il rione aveva bisogno.
«Il Sanità Film Festival nasce da un’idea che parte un bel po’ di anni fa. Ad oggi, insieme ad Andrea De Rosa e Yulan Morra, abbiamo concretizzato quest’idea partendo in questa zona, ovvero via dei Cristallini, che è il cuore del Rione Sanità. Questo quartiere è sinonimo di arte, quindi perché non far nascere un festival del cinema e dell’arte proprio qui. Inoltre, la comunità è entusiasta di questa iniziativa, c’è gente affacciata ai balconi, curiosa di vedere come si svilupperà giorno per giorno questo festival. Speriamo con gli anni di allargarci e di poter coinvolgere quante più strade, luoghi e piazze possibili», questo l’augurio di Vincenzo Pirozzi.
Continua poi Andrea De Rosa: «Il Rione Sanità è uno dei più importanti laboratori sociali d’Europa, è un luogo di contaminazione, di sperimentazione e di rigenerazione dal basso. Qui esistono cooperative, associazioni ed imprese che lavorano in un sistema sinergico che non vuole soltanto porre alla base dei suoi valori la redditività, ma che invece vuole evidenziare quanto fare qualcosa può generare qualcos’altro. Questo spirito che è alla base del concetto stesso di comunità è quello che guida tutte le iniziative, compreso il SAFF».
Yulan Morra conclude dicendo: «La cosa più interessante di questa edizione è che è stata una sfida, nel senso che abbiamo realizzato quest’evento in un luogo logisticamente complicato. È facile fare eventi del genere in posti come fiere, in teatri e/o cinema. Qui siamo in un luogo dove bisogna tener conto anche delle persone e quindi risulta necessario fare rete, fare comunità. Per cui, essere riusciti a portare un progetto del genere nel Rione Sanità per noi è motivo di grande orgoglio».
Tra i dj set, le masterclass e le proiezioni, gli ospiti del Sanità Film Festival sono stati numerosissimi. Tra questi abbiamo ascoltato Giuseppe Frattasio, dei Mixed By Erry, che ha commentato: «Noi siamo nati in questi quartieri, precisamente a Forcella, quindi qui ci sentiamo a casa e fare un festival simile in una zona come quella del Rione Sanità per noi rappresenta una grande gioia. Bisogna ringraziare soprattutto voi giovani che state trasformando questa città e la state elevando».
Arriva poi tra sorrisi ed applausi la grandissima Cristina Donadio, attrice partenopea amatissima dai più grandi ai più piccoli che commenta ai nostri microfoni: «Questa città non la smette mai di produrre cultura ed al tempo stesso ha bisogno della cultura. È un vero e proprio rapporto di dare e avere».
Infine, non abbiamo potuto non ascoltare il parere di Pasquale Calemme, Presidente della Fondazione “Comunità di San Gennaro“: «La Fondazione San Gennaro è la fondazione di comunità del rione Sanità. Le realtà del territorio, dalle parrocchie alle associazioni, fino a tutte le realtà che hanno finanziato processi e progetti, hanno deciso di costruire un ente, una fondazione di comunità che potesse garantire alle attività che si muovono ormai da più di 20 anni in questo rione continuità e sostenibilità. Napoli è la città più giovane d’Europa e la cultura non può essere soltanto il racconto del passato, ma deve anche essere l’espressione dell’innovazione e delle speranze dei giovani. Dove ci sono i giovani e dove c’è cultura c’è una città viva, altrimenti no».
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