
Il disegno di legge proposto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio in queste settimane è al vaglio del Senato della Repubblica, dove ieri è avvenuta l’abrogazione dell’articolo 323 del codice penale. Con 99 voti a favore provenienti dall’asse d’intesa centrodestra-terzo polo, passa al Senato l’articolo contenente l’eliminazione del reato di abuso d’ufficio. Il voto di ieri conferma l’approvazione del primo tassello della riforma penale proposta dal Ministro della Giustizia.
Il testo potrebbe depotenziare il traffico d’influenze, imporre limiti alla pubblicazione delle intercettazioni e introduce l’interrogatorio preventivo dell’indagato. Tutte modifiche che secondo tanti giuristi minerebbero alla trasparenza e favorirebbero il fenomeno della corruzione. Sul Ddl Nordio è stata compatta la risposta delle opposizioni, con l’asse PD-M5s che hanno più volte sostenuto il loro “No” definendola “pericolosa per la tenuta del paese”. Sul disegno di legge si è particolarmente scagliato l’ex magistrato ed attualmente Senatore del Ms5 Roberto Scarpinato, che ha definito la riforma “incostituzionale”.
Con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio si approva in Senato il primo tassello contenuto nel disegno di legge proposto dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio. La riforma è composta da nove articoli, che andrebbero a limitare la pubblicazione delle intercettazioni da parte della stampa, a limitare il traffico relativo alle intercettazioni e non solo. Sulla riforma però sono tanti i dubbi, soprattutto quelli inerenti alla sfera giuridica e nello specifico nella limitazione del traffico relativo alle intercettazioni, che minerebbe il lavoro delle Procure. Non solo, anche sul fronte del diritto all’informazione con una stretta severa alla pubblicazione delle intercettazioni per i cronisti.
Sul piano processuale, il Ddl Nordio interviene ampliando il divieto di pubblicazione delle intercettazioni, che viene consentito solo nel caso in cui il contenuto delle stesse sia stato riprodotto dal giudice nella motivazione di un provvedimento e venga utilizzato nel corso del dibattito. Vietato quindi il rilascio di copia delle intercettazioni e la loro pubblicazione, quando la richiesta sia presentata da soggetto diverso dalle parti e dai loro difensori, salva l’esigenza di utilizzare i risultati delle intercettazioni in altro procedimento specificamente indicato.
La riforma inoltre, molto contestata dall’Associazione Nazionale Magistrati, porta l’approvazione del CNF e delle Camere penali italiane, introducendo maggiori garanzie a favore dell’indagato. Sul contenuto del disegno di legge si è espresso anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che velatamente aveva proposto una rivalutazione nel contenuto nell’interesse generale del paese. Anche la Commissione Europea si è più volte espressa sull’esigenza di mantenere in “vita” l’articolo 323 del codice penale, e quindi il reato di abuso d’ufficio, premendo l’Italia al rispetto delle normative europee.
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