
Non è per tutti ed allargherà ulteriormente il divario economico tra i club, la Superlega ha creato un precedente contro la Fifa. “Qualsiasi competizione calcistica dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria“, questi i principi garantiti dalla Fifa che ha condannato con forza l’iniziativa. Il duro comunicato di condanna, congiunto con l’Uefa, minaccia ritorsioni soprattutto per i tesserati della squadre separatiste. “Le squadre che parteciperanno alla Superlega saranno bandite da qualsiasi altra competizione e i loro giocatori non potranno andare con le rispettive nazionali”. Ma non sono escluse ulteriori azioni legali.
Arsenal, Atlético Madrid, Barcellona, Chelsea, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Milan, Real Madrid e Tottenham i club al momento definiti fondatori; ma si attendono le risposte di altri tre. Squadre che già ad una prima lettura non sono esattamente le cenerentole dei propri campionati.
Muore definitivamente l’idea romantica del calcio che i tifosi conservano. La Superlega è una mera operazione finanziaria tesa ad arricchire ulteriormente club già saldi finanziariamente.
Altisonanti i proclami del neo presidente Florentino Perez e del suo vice Andrea Agnelli “Aiuteremo il calcio a ogni livello e lo porteremo a occupare il posto che a ragione gli spetta nel mondo”. Un calcio di ricchi per ricchi. La Superlega potrebbe generare introiti per 10 miliardi e i club fondatori beneficerebbero di un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d’investimento in infrastrutture e per bilanciare l’impatto della pandemia Covid-19. Contributi che ovviamente non potrebbero mai arrivare ai club con minori possibilità.
Tra i club fondatori le italiane Juventus, Inter e Milan. Salta agli occhi la vice-presidenza di Andrea Agnelli che si è prontamente dimesso dalla presidenza dell’ECA. Le accuse che gli vengono mosse parlano di un boicottaggio da parte sua della mancata riforma della Champions ma soprattutto dell’immissione di nuovi fondi europei nella Lega Serie A. L’accettazione di quei fondi avrebbe precluso, da contratto, l’adesione ad una Superlega.
Il Milan, si legge, avrebbe aderito solo perchè altrimenti al suo posto avrebbero chiamato qualcun altro. Anche se risulta difficile immaginare quale altra squadra italiana abbia alle spalle un capitale tanto forte da gestire un tale impegno. Dell’Inter non si sono ancora avute notizie ufficiali. I tre club sono certi che contro di loro non ci saranno ritorsioni nel campionato nazionale.
20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Partite infrasettimanali da gestire con gli impegni nazionali, due gironi da dieci squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale.
Già quest’anno è stato difficile gestire il calendario, con la partecipazione di alcune squadre alla nuova competizione diventerebbe ancora più fitto di impegni e di difficile organizzazione. Il Campionato potrebbe passare da 20 a 18 squadre, con l’ipotesi dell’eliminazione della Coppa Italia o un suo drastico ridimensionamento. Ed un tale stravolgimento avrebbe ripercussioni anche sulle serie minori sia in Italia che nel resto d’Europa.
Di difficile organizzazione e soprattutto di interesse verso ulteriori minori competizioni che eventualmente la Uefa potrebbe inserire, il Campionato stesso perderebbe fascino e si giocherebbe solo per lo Scudetto o la retrocessione.
di Alessandra Criscuolo
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