
L’evoluzione generazionale ha cambiato molti aspetti della società modificando le interazioni tra le persone: tante sono state le trasformazioni e i cambiamenti apportati dall’ultima generazione figlia del progresso tecnologico, la Gen Z. Le mutazioni hanno compreso anche la sfera relazionale ed intima dei giovani dando vita a nuovi fenomeni sociali e allo sviluppo di una vera e propria identità digitale. Il sesso e la sfera emotiva sono stati travolti in pieno dagli sviluppi della tecnologia. Quello della generazione analizzata, che comprende i giovani nati tra il 1996 ed il 2012, è stato oggetto di numerosi studi, che ne hanno studiato le trasformazioni. Abbiamo quindi cercato di calarci in questi mutamenti con l’aiuto della dott.ssa Valentina De Maio, sessuologa ed esperta del settore, la quale ha evidenziato che «c’è un’evidenza scientifica: l’età dei primi rapporti sessuali si è abbassata notevolmente, soprattutto se messa a confronto con la generazione degli attuali quarantenni. Ad oggi invece a 12-13 anni si consuma il primo rapporto, spesso per adeguarsi ad uno status symbol». Secondo l’esperta il web «non ci è amico, perché spesso possiamo ritrovare dei consigli negativi su come perdere la verginità. Il facile accesso ai siti pornografici ha distorto la sessualità, alimentando miti controproducenti».
Sempre sul connubio sesso-digitale, la dott.ssa afferma che «stando a contatto con molti giovani mi rendo conto della quantità smisurata di falsi miti che circolano, ovviamente senza fondamento scientifico. Ad esempio, l’utilizzo della “coca-cola” coma spermicida e quindi come anticoncezionale. C’è quindi disinformazione pericolosa sulla contraccezione e sulla sfera sessuale in generale. Quando non si possiedono tutti gli strumenti “sentimentali”, la precocità dei rapporti sessuali può compromettere anche la sfera emotiva e dell’autostima. Fare sesso senza essere coinvolti sentimentalmente può dar vita a delle profonde lacune emotive che poi si ripercuotono anche nella sfera soggettiva ed emotiva dei ragazzi».
La mercificazione dei corpi e l’esposizione in atteggiamenti sessuali di soggetti minorenni è un problema serio, proprio come ci conferma la sessuologa: «I figli sono lo specchio dei genitori e il modello familiare è il laboratorio di formazione di un giovane. Se ci ritroviamo davanti ad una ragazzina di 13 anni che su TikTok balla con atteggiamenti esplicitamente sessuali, è perché spesso segue l’esempio del genitore. Talvolta, poi, troviamo sui social dei casi di esibizionismo patologico, veramente grave». Inoltre, l’esperta parla di quanto i social network giochino un ruolo di primo piano per quanto riguarda il fenomeno. «Essi hanno semplificato tutto abbassando i freni inibitori, soprattutto di quella “vecchia” generazione oggi piombata a gamba tesa sulle nuove piattaforme. Gli uomini e le donne adulte si fiondano su di esse alimentando la mercificazione dei corpi e delle immagini. Tanti pazienti che arrivano in terapia da me mi espongono chiaramente dei seri problemi a relazionarsi con l’altro sesso. C’è una grande difficoltà a creare relazioni, amicizie ed intimità, preferendo il contatto sui social anche nei rapporti sessuali. Su questo aspetto ha influito enormemente l’avvento delle app di incontri e di piattaforme come “OnlyFans”, che con un semplice click ti permettono di instaurare relazioni».
Sul legame tra internet e sessualità la dott.ssa ha dichiarato che «l’identità digitale è lo specchio di ciò che vorremmo essere, una sorta di libro dei sogni, che spesso non si manifestano nella realtà. Questo aspetto si ripercuote anche nella sfera relazionale, dando vita ad una sorta di corteggiamento digitale che poi non porta a nulla. Sono sorti così fenomeni come il ghosting, ovvero un interesse sfegatato accompagnato da continui messaggi, per poi interrompere improvvisante il rapporto. Il sexting, invece, è quella pratica attraverso la quale due soggetti, spesso giovani, si scambiano messaggi e contenuti esplicitamente sessuali grazie ad app di messaggistica. Entrambe le pratiche confermano che si predilige avere tutto comodamente da casa, anche il sesso, perdendo le emozioni derivanti dal rapporto fisico».
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