
L’ultima innovazione nel campo delle energie rinnovabili arriva dal cielo: si chiama Balloon-Integrated Photovoltaic System (sistema BIPVS) e promette di rivoluzionare il modo in cui produciamo energia solare. Sviluppato dalla collaborazione tra la Mälardalen University in Svezia e le università cinesi di Guizhou e Southwest Jiaotong, il BIPVS integra pannelli fotovoltaici in un pallone aerostatico, offrendo una soluzione versatile, particolarmente adatta alle alte latitudini. Ma come funziona esattamente?
Il cuore del BIPVS è un pallone aerostatico ibrido, riempito con una miscela di aria ed elio ecologico a bassa densità. Questa miscela, leggera e sostenibile, ha una funzione cruciale: sollevare i pannelli fotovoltaici ad una quota ben precisa. Ma non è tutto. La parte superiore del pallone è trasparente, come una lente. Grazie alle sue proprietà rifrattive, tale superficie convoglia la radiazione solare verso i pannelli sottostanti. I pannelli, realizzati con celle solari in CdTe, sottili, flessibili e sorprendentemente leggeri, sono posizionati strategicamente nella parte inferiore del pallone, proprio per massimizzare l’efficienza di conversione dell’energia solare in elettricità. Per garantirne la stabilità, l’intero sistema è ancorato al suolo con quattro robusti cavi. Un quinto cavo, infine, funge da “ponte” per trasportare l’energia elettrica prodotta dai pannelli fino a terra, pronta per essere utilizzata. E c’è un ultimo dettaglio da non trascurare: l’altezza di volo del pallone non è casuale, ma viene accuratamente calcolata per evitare l’ombreggiamento di alberi, edifici o altri ostacoli, assicurando così la massima esposizione dei pannelli alla luce solare.
Ma quali sono i vantaggi del BIPVS rispetto ai tradizionali sistemi fotovoltaici a terra? Innanzitutto, il sistema si rivela una soluzione ideale per le alte latitudini. Ad elevate latitudini, infatti, i sistemi fissi rivelano una minore efficienza a causa della scarsa radiazione solare e delle frequenti nevicate. I sistemi BIPVS sono invece mobili, dunque possono adattarsi alle diverse condizioni di luce solare e possono essere dispiegati in qualsiasi luogo, anche in zone remote, difficilmente accessibili o precluse ai sistemi tradizionali. In tal senso, i sistemi BIPVS promuovono la decentralizzazione della produzione di energia, riducendo la dipendenza dalle grandi centrali elettriche e aumentando così la resilienza energetica delle comunità.
I test condotti in diverse città del mondo, tra cui Vasteras, Vancouver, New York, Shanghai e Hong Kong, hanno dimostrato l’efficacia del BIPVS. Alcuni studi, infatti, suggeriscono che ogni pallone può generare tra 3,5 e 4 GWh di energia al mese. Una quantità, si dice, sufficiente per alimentare un’intera comunità. E non solo: il sistema è scalabile. Installando più palloni in un’area, è possibile soddisfare una domanda energetica più elevata. In grado di superare i limiti dei sistemi tradizionali e offrire numerosi vantaggi in termini di efficienza, adattabilità e decentralizzazione, il BIPVS potrebbe presto rivoluzionare il mercato dell’energia solare, aprendo nuove opportunità per la produzione distribuita e l’autoconsumo.
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