
L’azienda cinese fondata nel 2023 da Liang Wenfeng ha lanciato lo scorso 10 gennaio la prima applicazione gratuita di chatbot, chiamata DeepSeek-R1, per Apple IOS e Android, e il 27 gennaio ha superato ChatGPT come app gratuita più scaricata sull’App Store di iOS negli Stati Uniti, riscuotendo grande successo.
Dopo il boom di ChatGPT di OpenAI, di Google Gemini e Grok di X, è divento noto l’assistente artificiale di casa DeepSeek.
DeepSeek-R1, in particolare, è il nome di un’assistente, alimentato da un intelligenza artificiale, disponibile come applicazione dal 10 gennaio e sulla bocca di tutte le più grandi testate mondiali da lunedì 27 gennaio, poiché è diventata l’applicazione più scaricata negli Stati Uniti d’America. Nella stessa giornata, inoltre, la scalata fino alla vetta della classifica ha causato un calo del 18% del prezzo delle azioni di Nvidia. Per di più, questa nuova applicazione ha una funzione in più rispetto alle altre AI: la funzione DeepThink-R1, dove l’intelligenza artificiale scriverà tutto il ragionamento fatto prima della risposta e dopo l’input della domanda dell’utente.
Questa nuova IA, secondo l’azienda madre, ha un costo significativamente inferiore rispetto al solito: si parlerebbe di 6 milioni di dollari contro i 100 milioni di dollari di GPT-4 di OpenAI. Inoltre, come si vedeva – ora il sito in questione sembra in crush – qualche giorno fa, sembra che le librerie in uso sono derivate da OpenAI stessa: «from OpenAI import OpenAI» compare infatti nelle API. In questo modo tutti i programmatori che si sono impegnati in precedenza a scrivere codici, in qualsiasi linguaggio, non avranno la necessità di cambiare nulla. Questi sono risultati inaspettati e stupefacenti: la Cina secondo molti esperti si trovava in una posizione di secondo piano nella corsa all’AI globale, a causa degli ingenti dazi sui prodotti Nvidia.
Difatti, in un’intervista del 23 gennaio alla CNBC, Alexandr Wang, CEO di Scale AI, una società americana di intelligenza artificiale, ha dichiarato che secondo lui DeepSeek possiede oltre 50.000 chip NVIDIA H100, di cui non può parlare apertamente a causa delle restrizioni alle esportazioni degli Stati Uniti. Ed Elon Musk ha risposto “ovviamente” con un repost su X.
Tuttavia, questa AI risulta ancora problematica: quando si chiede delle proteste del 1989 a Piazza Tienanmen, in Cina o dei campi di detenzione o “rieducazione” degli uiguri, l’assistente non risponderà e reciterà sempre il messaggio: “Sorry, I’m not sure how to approach this type of question yet. Let’s chat about math, coding, and logic problems instead!” Per di più, dopo le vicende legali tra l’azienda di TikTok, ByteDance, e gli USA, in molti hanno suscitato i propri dubbi circa i dati condivisi con i modelli di DeepSeek e il coinvolgimento dell’azienda con il governo cinese: la privacy dei propri dati, sensibili e non, verrà rispettata?
Naturalmente il neo presidente degli USA Donald Trump è intervenuto nella vicenda AI, dopo aver annunciato un investimento da 500 milione di dollari sulle aziende che sviluppano intelligenze artificiali, dichiarando che «il lancio di DeepSeek, l’intelligenza artificiale di un’azienda cinese, dovrebbe essere un campanello d’allarme per i nostri settori, che devono concentrarsi al massimo sulla competizione per vincere».
In ogni caso il caso DeepSeek, «anche se i prezzi delle azioni dei giganti tecnologici americani si riprenderanno nei prossimi giorni – afferma Kevin Roose, un giornalista del New York Times – solleva importanti interrogativi sulle loro strategie di AI a lungo termine. Se un’azienda cinese è in grado di costruire modelli open-source a basso costo che eguagliano le prestazioni dei costosi modelli americani, perché qualcuno dovrebbe pagare per i nostri?»
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