
Il talco è cancerogeno, lo dice la IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) che lo ha posizionato nel secondo livello più alto di sostanze cancerogene. La ricerca parte dall’OMS (organizzazione mondiale per la salute) specializzata in malattie oncologiche.
Il talco è un minerale di origine metamorfica e si forma per alterazione e idratazione di rocce di magnesio oppure di altri minerali. In Italia il talco è estrapolato dalle Alpi occidentali a Prati nella Valle della Germanesca.
È molto ricercato per la sua importanza in ambito industriale, infatti, l talco si adatta a diversi usi. Da una parte il talco è un buon alleato nella preparazione di ceramiche, proprio per la sua capacità di adattarsi alle alte temperature. Dall’altra è molto usato anche in ambito cosmetico, dove invece non sarebbe consigliato il suo utilizzo.
Il talco è cancerogeno e nella scala di livello si posiziona nella seconda fascia, la così detta “gruppo 2A” al pari delle carni rosse e steroidi, subito dopo la sigaretta.
Vari studi hanno dimostrato che un’associazione tra l’uso di borotalco regolare nelle parti intime ed il cancro alle ovaie. Uno studio del 2013 condotto da scienziati del Brigham and Women’s Hospital di Boston, ha dimostrato che le donne che fanno uso di talco nelle parti intime hanno un rischio di cancro alle ovaie superiore al 24% rispetto a chi non ne fa uso.
Con ciò non si vuol dire che anche chi ha usato una o più volte il talco sia per forza soggetto al cancro. Le possibilità di contrarre malattie a causa del cancro dipendono da diversi fattori: la quantà del prodotto utilizzata, la durata del corpo all’esposizione di questo prodotto, quali altre sostanze chimiche sono presenti nel prodotto nonché la predisposizione del nostro organismo a contrarre il cancro.
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