
Tra poco sarà trascorso quasi un anno dalle Elezioni di Castel Volturno e, seppur con ritardo, ritengo doveroso fare un analisi del voto, che è un atto doveroso verso la città, visto che siamo stati accreditati, da tutti i partecipanti alle elezioni, come l’unica fonte informativa indipendente e super partes, così con lo stesso spirito è stata fatta quest’analisi.
Le elezioni comunali di Castel Volturno hanno segnato una svolta inattesa per la politica locale. Pasquale Marrandino, outsider dalle grandi ambizioni, ha saputo conquistare la poltrona di sindaco con una strategia tanto pragmatica quanto spregiudicata. La sua vittoria rappresenta un capovolgimento delle logiche politiche tradizionali e una sconfitta sonora per le forze politiche che hanno governato il comune negli ultimi anni.
Marrandino non nasce come politico di lungo corso, ma la sua ascesa è stata frutto di una meticolosa strategia basata sulla presenza costante sul territorio. Già ai tempi dell’amministrazione Dimitri Russo, si era distinto offrendo il proprio aiuto – con mezzi propri e gratuitamente – per gestire emergenze locali, come la raccolta dei rifiuti e gli allagamenti nelle zone più critiche della città, come Destra Volturno, Bagnara e Pescopagano.
In seguito, si è avvicinato al centrodestra di Luigi Petrella, guadagnandosi prima il ruolo di Presidente del Consiglio comunale, poi quello di vicesindaco e assessore con deleghe strategiche: Polizia Urbana, Protezione Civile, Ecologia, Ambiente, Sanità e Lavori Pubblici. Queste posizioni gli hanno permesso di costruire una rete di consenso e di accreditarsi come l’unico punto di riferimento per molte fasce della popolazione.
La sua elezione, però, appare paradossale. Durante il mandato dell’amministrazione Petrella, Castel Volturno ha registrato uno dei peggiori tassi di raccolta differenziata della provincia di Caserta (sotto o pari al 25%), con una crisi ambientale e urbana evidente. Eppure, il malcontento generale non si è riversato su di lui, ma sul resto della giunta, portando alla sconfitta di Fratelli d’Italia e Lega già al primo turno.
In un colpo solo, Marrandino ha eliminato l’intero centrodestra locale, ribaltando la situazione a suo favore e presentandosi come un’alternativa indipendente e pragmatica. Ha saputo sfruttare la comunicazione dell’Ente in maniera personalistica, accreditandosi come il risolutore di problemi, un uomo d’azione piuttosto che di partito.
Se da un lato il centrodestra è stato demolito dalle sue stesse dinamiche interne, dall’altro la sinistra ha perso un’occasione storica. Anastasia Petrella, candidata del centrosinistra, ha condotto una campagna elettorale ordinata, ma priva di mordente. La sua strategia, affidata ad un’agenzia di comunicazione, ha puntato su un profilo istituzionale e rassicurante, risultando però distante dalle fasce più disagiate della popolazione.
La sinistra ha pagato caro le sue divisioni: una lotta intestina tra leader regionali ha creato una frattura insanabile, privando il fronte progressista di candidati locali forti e radicati. L’assenza di una leadership carismatica e la mancanza di un’azione incisiva sul territorio hanno consegnato la vittoria a Marrandino.
Forza Italia ha giocato un ruolo cruciale in queste elezioni, ma più per le sue mancanze che per il suo attivismo. Stefano Tommasi, coordinatore locale del partito, ha incarnato l’immagine di una politica distante dalle problematiche reali della città. La sua conoscenza è limitata ai social. Eppure, il partito è riuscito comunque a ottenere consensi, segno di un radicamento storico che resiste anche in assenza di un progetto politico chiaro e di fatto isolato dal centro destra nazionale.
Forza Italia è stato determinante anche per la scelta di rompere la coalizione governativa in un territorio emblematico per la destra. Castel Volturno è terra di migrazioni, povertà reddituale e imprenditoria che vuole emergere: tutti temi forti sui quali il centrodestra ha fallito. Possiamo dire che il fallimento è stato tale da portare alla divsione di una coalizione più unita che mai in ambito nazionale e regionale.
Insomma: sul banco di prova più importante (Castel Volturno), il centrodestra per ora è stato protagonista di un fallimento conclamato che però non ha scosso i vertici nazionali, imbarazzati dalla questione. Così il governo si concentra su Caivano, ma dimentica completamente “la periferia della periferia”, ovvero Castel Volturno, territorio in cui la premier Meloni promise una “Legge speciale” senza mai averla portata su carta.
Ora Marrandino è chiamato a dimostrare che la sua politica del “fare” non si riduca a una mera gestione del potere. Le emergenze di Castel Volturno sono numerose: la gestione dei rifiuti, il decoro urbano, l’assenza di servizi essenziali in molte zone del territorio, l’erosione della costa, le fogne a dx Volturno, il debito pubblico di 29 milioni di euro, la presenza di un numero spropositato di extracomunitari rispetto agli abitanti, nuove presenze che provengono dai campi rom di Giugliano e Scampia, la problematica Residence in Pinetamare, il parco Saraceno, il piano spiaggia, il piano parcheggi e infine un patrimonio immobiliare di seconde case disponibili e fuori da qualsiasi circuito “turistico/stagionale” che rendono il nostro territorio il porto franco di tutte le emergenze regionali .
Il sindaco ha davanti a sé una prova straordinaria, per dimostrare di essere all’altezza delle aspettative e per le “speranze” che i cittadini hanno riposto nella sua persona.
Le preoccupazioni che inizialmente si pongono in molti e che la sua amministrazione si trasformi in un governo personalistico, egocentrico, autoreferenziale e privo di una visione a lungo termine. Tuttavia, si spera che, se saprà emanciparsi dalle logiche clientelari, dalle furbate mediatiche e infine per elevarsi a ruolo istituzionale, avere un’amministrazione solida, democratica, rispettosa dei ruoli dell’ informazione e della trasparenza. Marrandino potrebbe rappresentare un’anomalia vincente nella politica locale.
Le elezioni di Castel Volturno 2024 hanno segnato la fine di un’epoca e l’inizio di una fase politica nuova e imprevedibile. La vittoria di Marrandino non è solo il risultato di un consenso costruito con astuzia, ma anche il sintomo di un vuoto politico profondo. La sinistra deve riorganizzarsi, il centrodestra deve ricostruire la propria identità. Nel frattempo, i cittadini attendono risposte concrete. Il sindaco Marrandino avrà la capacità di darne? “To be or not to be this is the real question”.
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...