
Negli ultimi anni l’Italia ha accolto circa 120 milioni di visitatori l’anno, per un totale di 410 milioni di giorni di pernottamento. Di questi flussi il Mezzogiorno è destinatario di circa il 20% e la Campania riceve circa un quarto dell’intera domanda turistica del sud Italia, per un totale di circa 5 milioni di presenze, con numeri che crescono costantemente. Un settore importante dell’intero comparto è rappresentato dal turismo religioso che muove numeri importanti.
I report degli enti preposti non tengono conto dei cosiddetti “escursionisti” – coloro che, pur visitando un luogo non vi soggiornano – ma solo dei “turisti” che, accanto alla visita, assicurano almeno un pernottamento nelle strutture alberghiere della zona. E se mettiamo insieme i numeri, l’indotto del turismo/escursionismo religioso in Campania diventa veramente importante.
Solo il Santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei l’anno scorso ha fatto registrare circa 4 milioni di visitatori destinati ad aumentare in vista della canonizzazione del suo fondatore, il beato Bartolo Longo, che papa Leone proclamerà santo il prossimo 19 ottobre. La devozione alla Madonna di Pompei si è diffusa in tutto il mondo grazie anche al mensile pubblicato dal santuario – Il Rosario e la nuova Pompei – che, editato anche in inglese, raggiunge ogni mese tutte le comunità del mondo legate al culto alla Vergine di Pompei. Ma a chi si muove per fede le destinazioni campane non mancano.

A Montevergine, in provincia di Avellino, posto impervio e di non facile raggiungibilità, ogni anno si recano circa 1,5 milioni di pellegrini. Luogo caro alla comunità LGBTQ+ che il 2 febbraio si raduna al santuario per la famosa “Juta dei femminielli”. C’è poi Pietrelcina, nel Sannio, terra natale di padre Pio, che attira circa 700.000 devoti o anche il santuario di Madonna dell’Arco, in provincia di Napoli, con circa un milione di fedeli l’anno. Qui il lunedì in Albis vanno i “fujenti”, pellegrini a piedi che raggiungono il santuario da ogni parte della Campania. A Pasquetta di quest’anno, in un sol giorno, sono state registrate 400.000 presenze.

C’è poi una “new entry” ed è la chiesa della Madonna che scioglie i nodi a Napoli, assurta a riferimento nazionale per la pratica dell’ “incendio dei nodi”, che attira centinaia di migliaia di pellegrini e devoti da tutta Italia. I numeri sono destinati a crescere se si pensa che la Chiesa Cattolica sta celebrando il Giubileo e chi, soprattutto dall’estero, raggiunge Roma, spesso si allunga a Napoli e in Campania.

L’ultima rilevazione di SRM, centro studi del gruppo Intesa Sanpaolo specializzato nell’analisi delle filiere produttive e del turismo, afferma che nel 2024 il turismo religioso è stato tra i settori più redditizi per l’economia della regione: ogni pellegrino ha speso mediamente 133 euro al giorno. E non è un caso che la giunta guidata da Vincenzo De Luca, già nel 2017 abbia stanziato milioni di euro per la messa in sicurezza dei santuari e la promozione del turismo religioso della regione.
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