
Nel cuore del Mar Mediterraneo si sta scrivendo un nuovo capitolo della transizione energetica. Un capitolo destinato a confermare sempre di più nel futuro il ruolo del “Mare Nostrum” come un crocevia strategico per le reti energetiche globali. Pochi giorni fa, infatti, è stato compiuto un passo fondamentale, con l’installazione del primo cavo sottomarino del ramo ovest del Tyrrhenian Link. Un ambizioso progetto da 3,7 miliardi di euro firmato Terna, destinato ad avere ripercussioni significative sulla sicurezza della trasmissione energetica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dal governo, in linea con le direttive europee. Un’opera che si distingue anche per il suo straordinario valore tecnologico: il cavo, che collega la Sicilia con la Sardegna, ha raggiunto una profondità record di circa 2.150 metri: un primato mondiale per un elettrodotto in corrente continua ad alta tensione installato in mare.
Un successo straordinario, che arriva la termine di circa tre mesi di duro e intenso lavoro, durante i quali sono stati posati circa 480 chilometri di cavo sottomarino, partendo da Fiumetorto, nel comune di Termini Imerese, in provincia di Palermo, per arrivare alla località cagliaritana di Terra Mala. Gli interventi – che si sono svolti al largo della costa di Quartu Sant’Elena, grazie alla nave Aurora di Nexans – si sono articolati in due fasi: la prima, di ben 200 chilometri, si è conclusa a settembre, mentre la seconda è iniziata a fine novembre.
Ma non è tutto: questo è solo l’inizio di un piano molto più ampio. Sono infatti previsti ben due collegamenti in corrente continua a 500 kV: il ramo est, che collegherà la Campania e la Sicilia, e il ramo ovest, tra la Sicilia e la Sardegna. Il tracciato totale, dunque, sarà equivalente a circa 970 chilometri di cavo marino, con una capacità di trasporto di 1.000 MW per ciascuna tratta.
Insomma, un’opera unica, a proposito della quale Terna ha diffuso una nota, all’interno della quale si legge: “Grazie alla sua capacità di trasmissione, il Tyrrhenian Link, fondamentale per la sicurezza della rete elettrica italiana ed europea, rafforzerà l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna, aumentando la capacità di scambio e migliorando l’adeguatezza e la flessibilità della rete elettrica di trasmissione nazionale”.
Ancora, l’infrastruttura rappresenterà un’opportunità cruciale per rafforzare la veste del Mediterraneo nel panorama geopolitico, all’interno dei flussi energetici tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Insomma, siamo davanti a un cambiamento diventato ormai imprescindibile, soprattutto alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina, che ha interrotto le forniture di gas in direzione del continente europeo.
Inoltre, un altro aspetto di grande rilevanza è che questa nuova rete permetterà di massimizzare l’utilizzo degli impianti di energia rinnovabile in costante espansione nel Mezzogiorno italiano, contribuendo così alla decarbonizzazione dell’intero sistema energetico mediterraneo. In Sicilia, Sardegna e Campania, infatti, si rileva una crescente produzione da fonti rinnovabili non programmabili, in particolare da solare ed eolico.
La realizzazione del Tyrrhenian Link si inserisce, così, in un contesto in cui le due principali isole italiane necessitano di un potenziamento delle interconnessioni con l’Europa, soprattutto in vista dell’evoluzione prevista del parco termoelettrico in Sicilia e Sardegna. Questa infrastruttura migliorerà, infatti, la capacità di scambio elettrico, permettendo un utilizzo efficiente dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e promuovendone così lo sviluppo. In sostanza, si tratta di un passo decisivo verso la transizione energetica e la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, considerando che entro il 2030 l’Italia dovrà installare circa 65 GW di nuova capacità rinnovabile rispetto a quella attualmente in funzione dal 31 dicembre 2023.
Il progetto, in effetti, colloca l’Italia e, in particolare, il Mezzogiorno, al centro delle manovre strategiche europee in campo energetico, con un impatto significativo anche sullo scenario geopolitico: un maggior numero di connessioni implica, infatti, anche una maggiore capacità di negoziazione e influenza nei temi energetici mediterranei. Insomma, un’opera di interesse cruciale, dal momento che contribuirà notevolmente anche agli obiettivi di integrazione dei mercati elettrici, di transizione ecologica e di resilienza delle infrastrutture critiche.
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