
I Carabinieri della Stazione di Caserta e del Nucleo Forestale hanno arrestato un imprenditore agricolo di 58 anni, accusato di aver danneggiato una vasca dell’Acquedotto Carolino, bene protetto dall’UNESCO, per realizzare un allaccio abusivo e sottrarre illegalmente acqua destinata alla Reggia di Caserta.
L’uomo, già noto per attività illegali legate alla gestione di rifiuti agricoli, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di furto aggravato e continuato di acqua pubblica, danneggiamento di bene culturale e invasione di terreni demaniali.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è partita per verificare le cause della progressiva siccità delle fontane e vasche borboniche all’interno del Parco Reale. Già nelle settimane scorse, Informare aveva ipotizzato la presenza di prelievi abusivi lungo il tragitto dell’acqua destinata alla Reggia, citando tra le possibili cause della crisi idrica “probabili perdite e allacci illegali”, oltre alla ridotta piovosità dell’inverno 2024-2025.
I militari, seguendo le tracce dell’anomalia, hanno scoperto che l’imprenditore aveva perforato una vasca storica dell’acquedotto, installando una rete di tubazioni in polietilene che convogliava l’acqua per 145 metri fino al suo fondo agricolo, confinante con il Bosco di San Silvestro (anch’esso patrimonio UNESCO).
Durante il sopralluogo, i Carabinieri hanno rinvenuto: Un foro praticato nel muro di cinta del sito borbonico; Una rete di tubazioni che serviva sei diverse zone irrigue del terreno; Una cisterna da una tonnellata per l’accumulo idrico; Rifiuti agricoli derivanti da sfalci e potature, stoccati illegalmente.
L’area e i materiali utilizzati per il furto sono stati sequestrati, mentre l’imprenditore dovrà rispondere anche di gestione non autorizzata di rifiuti.
L’acqua sottratta ha contribuito alla crisi idrica che in questo periodo estivo ha lasciato quasi a secco le fontane della Reggia, mettendo a rischio anche la biodiversità del Parco Reale. Come anticipato da Informare, il percorso dell’acqua destinato alla Reggia è già sotto stress per perdite strutturali e lavori infrastrutturali, e il prelievo abusivo ha aggravato la situazione, con il pericolo di moria dei pesci nelle vasche storiche.
Le indagini continuano per verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti in furti analoghi lungo il tracciato dell’acquedotto. Intanto, la Reggia di Caserta attende interventi urgenti per ripristinare il flusso idrico e preservare il suo patrimonio storico e ambientale.
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