
Un lieve sospiro di sollievo: Ilaria Salis potrà finalmente uscire dal carcere e andare agli arresti domiciliari a Budapest. L’insegnante e militante italiana, ora candidata alle elezioni europee con Avs, potrà finalmente dire addio al carcere, dove si trova da oltre 15 mesi con l’accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra. Il ricorso presentato dai legali di Ilaria Salis è stato accolto al tribunale di seconda istanza.
Ilaria Salis dovrà indossare un braccialetto elettronico e diventerà esecutivo non appena verrà pagata la cauzione prevista dal tribunale. “Ilaria è entusiasta di poter finalmente uscire dal carcere e noi siamo felicissimi di poterla finalmente riabbracciare – ha spiegato Roberto Salis all’Ansa -. Non è ancora fuori dal pozzo – ha aggiunto – ma sarà sicuramente molto bello poterla riabbracciare dopo 15 mesi, anche se finché è in Ungheria io non mi sento del tutto tranquillo”. Mauro Straini ed Eugenio Losco, i due avvocati della Salis, hanno aggiunto: “Siamo molto soddisfatti, finalmente finisce questo incubo per Ilaria ma la sua battaglia continua”.
Ilaria Salis rischia fino a 24 anni di carcere per aggressione nei confronti di alcuni estremisti di destra ungheresi durante le manifestazioni per il Giorno dell’Onore. Una richiesta assurda quanto le immagini dell’udienza al tribunale di Budapest, dove la 39enne è arrivata con mani e piedi legati da catene, provocando una mossa ufficiale del governo italiano che ha convocato l’ambasciatore ungherese a Roma. Intanto nelle ultime settimane Ilaria Salis si è candidata alle elezioni europee con la lista Alleanza Verdi e Sinistra: Nord-Ovest, da capolista, e poi Isole, dove è seconda dopo l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La sua candidatura ha un valore prettamente simbolico, questo è ovvio.
Non tardano ad arrivare quelle che sono le reazioni politiche alla notizia che Ilaria Salis andrà ai domiciliari a Budapest. “Vorrei manifestare la mia soddisfazione per la notizia che abbiamo ricevuto sulla concessione degli arresti domiciliari a Ilaria Salis”. Sono queste le parole che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha esposto prima di rispondere ad una domanda al question time alla Camera. “Bene, gli arresti domiciliari erano quello che volevamo – ha continuato il ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Ora Ilaria Salis potrà votare tranquillamente. Io sono garantista, speriamo che possa essere assolta e possa ritornare il prima possibile in Italia”.
Il vicecapogruppo di Alleanza Verdi, Marco Grimaldi, è intervenuto alla Camera senza troppi “se” e con un unico obiettivo. “Abbiamo candidato Ilaria Salis per riportarla a casa perché ha diritto a un giusto processo e a un trattamento dignitoso che l’Ungheria fin qui le ha negato – ha sottolineato -. Oggi abbiamo visto che non serve stare zitti e buoni. Non ci fermiamo. Ne faremo ancora e sarà sempre più forte. Vogliamo libera Ilaria e libera l’Europa. Libera dagli interessi e dalle nostalgie identitarie che non ne consentono l’evoluzione verso una comunità politica basata su regole comuni ma soprattutto sui diritti di ogni persona”.
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