
Una valigia piena di ricordi e lo sguardo ricco di speranza. Talvolta bastava anche solo questo per intraprendere un lungo viaggio: un sogno vivido nella mente e l’auspicio di una vita migliore oltreoceano. Quante di queste storie sono racchiuse tra le mura ed i mattoni che compongono l’Immacolatella Vecchia, l’edificio che rappresenta il cuore dell’antico porto di Napoli.Da lì, infatti, sono partiti i numerosi bastimenti che hanno condotto milioni di migranti verso l’America.

Un viaggio verso l’ignoto ed una vita nuova a cui guardare con fiducia. Presso l’Immacolatella Vecchia vi era anche la cosiddetta “Deputazione della Salute”: un controllo sanitario che riguardava sia gli emigranti che gli immigrati. Il percorso era semplice e ricorrente: prima la tappa alla Chiesa di Santa Maria di Portosalvo per una grazia e poi la visita medica per il certificato. Luoghi iconici e dall’inestimabile valore storico che compongono, insieme al Molo di San Vincenzo, l’Obelisco e la Fontana della Maruzza, l’area monumentale di Portosalvo. Ad oggi, però, l’unico di questi siti che riesce ad esprimere il proprio valore è la chiesa, il cui cuore è ritornato a pulsare dopo 40 anni di battaglia del Comitato di Portosalvo e grazie al binomio culto-cultura portato avanti dai giovani. Quel che manca, dunque, è la capacità di mettere in comunicazione tra di loro queste realtà, facendole dialogare come un tempo. Sebbene l’assetto urbanistico dell’area sia cambiato, la storia di questi spazi merita quantomeno un ripristino della memoria.
L’Immacolatella Vecchia è stata interessata da un importante intervento di restauro da circa 6 milioni di euro conclusosi nel 2022. Lavori fondamentali per il recupero dello stato dei luoghi, ma ai quali non è seguita una precisa destinazione d’uso per quegli spazi. «Se resta vuota, cadrà nuovamente nel degrado in pochi anni», spiega il presidente del Comitato Portosalvo, Antonio Pariante, il quale ci illustra anche il modello a cui si potrebbe fare riferimento per mettere a sistema tutta l’area monumentale in questione. «A Genova questi spazi sono diventati un attrattore culturale di primissimo livello: lì c’è una Chiesa di Portosalvo, il Museo Nazionale dell’Emigrazione e l’Acquario.

Qui, nonostante vi siano gli spazi, non si riesce a realizzare lo stesso». Un altro tema, infatti, è quello legato ai Magazzini Generali, più volte al centro di numerosi progetti di riqualificazione, tra cui quello proprio di creare un acquario. Uno dei più ampi spazi inutilizzati della città, oggi in pessime condizioni, ma bloccato da vincolo della Soprintendenza. «Siamo in un contesto storico di alto profilo, ma che combatte da decenni con il degrado», continua Pariante. «Il porto dell’Immacolatella Vecchia è un luogo iconico, come Ellis Island in America, perché è il punto di partenza di un importante flusso migratorio. A New York attira ogni anno milioni di turisti, qui, invece, nessun elemento è messo in connessione e non si riescono a valorizzare». L’idea potrebbe essere quella di allestire presso l’Immacolatella Vecchia una mostra dedicata all’emigrazione, facendovi confluire tutti visitatori che quotidianamente arrivano a Napoli alla Stazione Marittima. Un luogo che possa tornare a far rievocare una storia antica fatta di sogni e di speranze.
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