
In Abruzzo nel mese di agosto si sta consumando l’ennesimo sopruso contro gli animali: è stato reso legale l’abbattimento da parte dei cacciatori di quasi 500 cervi.
In data 8 agosto la giunta regionale d’Abruzzo e il leghista e Vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, con la complicità del presidente della regione Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, hanno approvato una delibera denominata “contenimento faunistico del cervo”. Una denomina da brividi. Secondo la regione «negli ultimi anni i danni causati dai cervi hanno superato in molte zone interne i danni alle colture causate dai cinghiali». Si parla, sempre secondo i dati della regione, di 895.340 euro di danni all’agricoltura e di 806 incidenti stradali causati dai cervi tra il 2019 e il 2023.
Imprudente dichiara che questo provvedimento è volto a fronteggiare «il sovrappopolamento di tale specie nelle aree interne e inaugurare un percorso virtuoso ed efficace a favore, in primis, la salvaguardia degli habitat naturali e di tutte le popolazioni selvatiche presenti, ma anche a supporto di centinaia di agricoltori delle aree interne e di tutti i cittadini e gli automobilisti». Una vera e proprio legalizzazione di un sopruso contro gli animali.
Per la caccia, o come la chiama la delibera “il prelievo selettivo”, la regione predispone persino dei cacciatori “speciali”, i “selecontrollori”. Tali cacciatori sono obbligati a partecipare ad un corso di formazione dove vengono insegnati i metodi per cacciare e le specie di animali da cacciare. Questi una volta finito il corso devono sostenere un esame ed entrare nell’apposito albo.
Infine, la delibera è rafforzata anche dal parere dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il quale indica come valore soglia per autorizzare la caccia quello di 2 capi per chilometro quadrato, in quanto in caso di superamento ci sarebbe una sovrabbondanza di animali. I comprensori interessati dai soprusi sono due e sono compresi nei territori di Avezzano, Sulmona, Subequano, L’Aquila e Barisciano: in questi terreni la soglia è superata, nel primo caso ci sono 276 capi e 2,58 capi/km2, mentre nel secondo 193 capi e 2,39 capi/Km2, e la caccia è autorizzata.
Ma tutto ciò non basta. Nella mattinata del 26 agosto la notizia è ritornata a galla a causa della pubblicazione di un tariffario. Così la regione, governata da Fratelli d’Italia e dalla Lega, ha dato il via libera non solo ad una strage, bensì anche all’arricchimento tramite quest’ultima. E così lo Stato lucrerà sulla morte di 469 cervi, compresi i cuccioli, come in foto, da 1 ai 12 mesi.
Il prezzo di una vita di un cucciolo di cervo per un cacciatore, ricordiamo un “selecontrollore” esperto, residente in Abruzzo vale 50 euro.

Tuttavia, non tutta la destra è d’accordo con questa scelta. Forza Italia si fa sentire e Nazario Pagano, deputato e coordinatore di Forza Italia per l’Abruzzo si dichiara «fermamente contrario alla decisione della Giunta Marsilio di autorizzare la caccia al cervo in Abruzzo. Da abruzzese nutro un profondo rispetto per la flora e la fauna del nostro territorio e non posso non riconoscere, e difendere, l’importanza di alcune specie, diventate simboli della regione».
Naturalmente non manca l’opposizione del WWF, il quale parla di «una decisione che lascia davvero attoniti, sia sul piano delle logiche naturalistiche ed ecosistemiche sia su quello più emotivo». L’organizzazione attacca in primis i numeri dell’ISPRA: «Anche volendo prendere per buoni i dati presentati dalla Regione, la presenza dei cervi non è affatto così alta da giustificare la strage che si sta per compiere».
In secundis condanna aspramente la decisione della regione di lucrare sulla caccia: «È inaccettabile considerare la fauna una fonte di arricchimento degli stessi organismi che organizzano i prelievi. E chi sarà il beneficiario di questi fondi? Non la comunità dove si svolgerà il prelievo, non le Amministrazioni comunali, non il mondo agricolo, non le aree protette… ma gli ATC! Organismi sostanzialmente gestiti dai cacciatori che si appropriano, facendone profitto, della fauna selvatica che dovrebbe essere patrimonio di tutti».
Dunque, il WWF ha lanciato una petizione che finora ha raccolto oltre 60mila firme per salvaguardare la vita di quasi 500 cervi tra cuccioli e adulti ed evitare questo sopruso contro gli animali.
Ma queste vicende, purtroppo, sono all’ordine del giorno e non sono solo su iniziativa statale. Infatti, durante la notte tra il 25 e il 26 agosto a Castel di Sangro, sulla statale 652 “Fondovalle Sangro”, all’altezza del crossodromo, è stato investito e ucciso un cervo, e successivamente gli assassini hanno prontamente asportato le corna dal cervo. Il direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Luciano Sammarone, dichiara che «non c’è una norma che vieta il commercio ma tale circostanza fa pensare ad un’asportazione illegale».
Questa, come la delibera della regione Abruzzo o l’uccisione dell’orsa Kj1 in Trentino, sono l’ennesimo sopruso dell’uomo verso gli animali, di un essere umano che si sente di gran lunga superiore agli altri esseri viventi e che si sente legittimato a fare tutto ciò che vuole. D’altronde, come asserisce Lollobrigida, l’uomo è l’unico essere senziente.
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