
La Campania ospiterà il più grande planetario d’Europa, consolidando così il suo ruolo tra le regioni italiane più dinamiche ed impegnate nella promozione della cultura scientifica e dell’innovazione. È stato firmato un accordo di collaborazione tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Comune di Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, dove il planetario avrà sede. Inoltre, nella cittadina salernitana, è presente dal 1986 un Osservatorio astronomico intitolato all’astronomo Gian Camillo Gloriosi, originario di quel luogo. L’accordo per il progetto prevede poi lo sviluppo di programmi congiunti nell’ambito di orientamento, formazione, didattica, ricerca e divulgazione scientifica.
Il planetario prenderà il nome di “San Pietro” e sarà sicuramente un ottimo candidato per diventare un polo scientifico d’avanguardia. Infine, la struttura, sebbene già in parte completata, è in attesa dei lavori finali, che saranno finanziati dalla Regione Campania. La sua realizzazione contribuirà a consolidare ulteriormente il legame tra la Campania e il panorama scientifico internazionale, offrendo nuove opportunità di apprendimento per le nuove generazioni e di crescita per la comunità, oltre a rappresentare un importante catalizzatore di turismo scientifico.
Il professore Giovanni Covone, docente di Astrofisica e astronomia, vincitore del Premio Asimov nel 2024, referente dell’accordo per l’Università di Napoli Federico II ha dichiarato: “I nostri ragazzi avranno l’opportunità di studiare in una struttura di ultima generazione. Sarà per loro un’occasione di crescita, ma sarà anche utile ai docenti e agli astrofisici della Federico II”.
Il Rettore Matteo Lorito ha invece sottolineato: “La Federico II si impegna a collaborare con il Comune di Montecorvino Rovella per l’utilizzo di un nuovo straordinario planetario in grado non solo di intrattenere le persone, di raccontare la bellezza del cosmo, ma sarà soprattutto una struttura dedicata alla scienza e alla ricerca per poter arrivare a nuove scoperte”.
Ultime, ma non per importanza, le parole del sindaco Martino D’Onofrio: “Sarà il planetario più grande d’Europa, vogliamo che possa diventare un Centro studi e abbiamo scelto la Federico II per offrire agli studenti la possibilità di poter studiare in una struttura idonea e futuristica”.
Come accennato prima, la Campania, ed in particolare Napoli, promuovono un grande impegno scientifico e culturale, alimentando un forte legame tra tradizione e futuro. La costruzione del più grande planetario d’Europa è solo l’ultimo esempio di un impegno costante volto a sensibilizzare il pubblico alla scienza, alla ricerca e all’importanza di una visione scientifica del mondo. Napoli, infatti, è una città dove il legame con la scienza affonda le radici in secoli di storia, che vanno dall’illuminato periodo del Regno di Napoli, con istituzioni come l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, fino alle ricerche scientifiche contemporanee. Quest’osservatorio è oggi uno dei centri di ricerca più importanti a livello internazionale, testimone dell’impegno della città nella comprensione dell’universo.
Ma non è solo l’astronomia a caratterizzare la Campania: la regione ospita infatti il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e il laboratorio di fisica nucleare di Napoli, realtà di grande prestigio che collaborano con università e istituti di ricerca di tutto il mondo per promuovere studi avanzati nelle scienze fisiche, chimiche e biologiche. Negli ultimi anni, inoltre, sono emerse numerose iniziative che contribuiscono a rafforzare la presenza della scienza sul territorio, come il “MUSE” (Museo Universitario della Scienza e della Tecnologia), un importante polo culturale che coinvolge i giovani e le scuole nel mondo della scienza e della tecnologia, e l’osservatorio di San Gregorio Armeno, che ha attirato l’attenzione degli appassionati di astronomia e degli studiosi con le sue osservazioni del cielo e attività divulgative.
Salerno, invece, ospita diverse realtà di rilevanza internazionale come il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Salerno, che è da sempre in prima linea in ambito scientifico e tecnologico, e il Centro di Ricerche “E. Fermi”, che collabora a progetti di grande respiro con enti e università di tutto il mondo.
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