
L’anno prossimo, nel 2026, decorreranno i termini massimi per molti dei progetti che tramite i finanziamenti del PNRR sarebbero dovuti essere realizzati in Italia. I dati ci mostrano un’Italia che non fatichiamo a definire a due velocità, con le regioni del nord che corrono veloci verso una realizzazione alquanto soddisfacente dei progetti, e un sud che affanna, e non poco, ad esaurire anche solo la metà dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
Nel 2022 a seguito della pandemia Covid che ha sconvolto l’economia a livello nazionale ed internazionale, dall’Unione europea è stato concesso ai paesi membri un piano di investimenti, che in Italia ha assunto il nome di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che avrebbe dovuto per l’appunto aiutare la Nazione a rialzarsi dal forte danno causato dal Covid. Tutti i progetti dovranno essere ultimati, salvo eventuali proroghe, entro il 2026 ma come più volte e su diversi campi siamo stati costretti ad evidenziare, solo una piccolissima parte dei progetti risulta essere stata attualmente portata a termine o addirittura avviata.
In particolare le regioni del Sud si attestano fra gli ultimi posti per efficienza e utilizzo del PNRR. I dati, in ogni caso sono veramente poco chiari, trimestralmente vengono pubblicati dei dati parziali e talvolta imprecisi a livello nazionale. La piattaforma con i dati precisi “Regis” è accessibile solo agli addetti ai lavori tramite spid, mentre le singole piattaforme che ogni regione ha rilasciato, contengono dati che riguardano il complesso di fondi e investimenti, ma nessuna informazione sullo stato dei lavori. Insomma, per comprendere lo stato degli investimenti del PNRR è necessario un lavoro molto più oculato e certosino, perchè la trasparenza sotto questo punto di vista non è stata curata nè dallo Stato nè dalle Regioni.
La Campania in particolare si attesta fra le peggiori regioni per stato dei lavori e degli investimenti PNRR. Nei mesi scorsi più volte abbiamo denunciato come, ad esempio sulla mission 6, relativa alla salute, i lavori fossero completamente bloccati. Il candidato alla presidenza alla regione per il centrodestra, Edmondo Cirielli, ha recentemente affermato in conferenza con i sindaci iscritti all’ANCI, che la Campania avrebbe speso meno di un terzo dei fondi totali che gli sarebbero stati concessi dal PNRR. Molteplici le motivazioni, non necessariamente collegati, come già accennato nell’ ultimo numero di Informare, ad incompetenza politica dei rappresentanti, ma soprattutto all’assenza di organico efficace e numeroso presso i comuni.
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