
In Campania cambiano le regole sull’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica (IVG) e diventa una delle prime regioni italiane ad accettare ufficialmente la possibilità di terminare il percorso anche al di fuori dell’ospedale. Con le nuove linee guida approvate dalla Giunta regionale della Campania, guidata da Roberto Fico, viene introdotto il modello del day service per l’aborto farmacologico: la procedura potrà avvenire in regime ambulatoriale o di day hospital e, in alcuni casi, la seconda somministrazione del farmaco potrà essere effettuata a domicilio sotto controllo medico.
La Campania diventa così la terza regione italiana, dopo Lazio ed Emilia-Romagna, ad applicare pienamente un modello di aborto farmacologico deospedalizzato. Nel resto del Paese, l’accesso alla procedura senza ricovero resta ancora molto disomogeneo, nonostante le indicazioni ministeriali del 2020 prevedano già la possibilità di effettuare l’IVG farmacologica sia in ambulatorio che nei consultori.
La delibera recepisce le linee guida del Ministero della Salute e consente l’accesso all’IVG farmacologica fino alla nona settimana di gravidanza senza ospedalizzazione. Si tratta di una procedura sicura ed efficace, sempre più diffusa in Europa, che prevede l’assunzione di due farmaci, mifepristone e prostaglandina: il primo interrompe la gravidanza, il secondo ne favorisce l’espulsione.
Quindi, con il nuovo modello si potrà:
L’obiettivo è quello di rendere il percorso meno invasivo dal punto di vista sanitario e psicologico, alleggerendo anche il carico sulle strutture ospedaliere.
Il tema assume un peso particolare in Campania: secondo le Relazioni annuali del Ministero della Salute sull’attuazione della legge 194/78, la Campania registra stabilmente una percentuale elevata di obiezione di coscienza tra i ginecologi, con valori che negli ultimi anni si collocano tra i più alti a livello nazionale.
Una condizione che, di fatto, può tradursi in tempi più lunghi, difficoltà organizzative e, in alcuni casi, nella necessità di spostarsi verso altre strutture o regioni per accedere al servizio. La modalità in day service, infatti, riduce il ricorso ai posti letto e semplifica la gestione del servizio anche nelle strutture con personale ridotto.
Resta però centrale l’aspetto territoriale: l’effettiva applicazione delle nuove linee guida dipenderà dall’organizzazione delle singole aziende sanitarie e dalla disponibilità dei servizi sul territorio campano.
Per molte donne, soprattutto giovani, studentesse o lavoratrici precarie, il ricovero può rappresentare un peso economico, organizzativo e anche psicologico. La possibilità di completare parte del percorso fuori dall’ospedale incide quindi in modo diretto sulla concretezza del diritto, riducendo tempi e permanenza nelle strutture sanitarie.
Come ha dichiarato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, si tratta di “un passo concreto per tutelare la salute delle donne, rafforzandone diritti e autodeterminazione“.
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