
Le prescrizioni di psicofarmaci sono schizzate dallo scoppio della pandemia, e in Europa le vendite di prodotti antidepressivi e ansiolitici sono un fenomeno di mercato in crescita sin dal 2010, come ha riportato la fondazione Openpolis. Sicuramente gli italiani consumano molti antidepressivi, ma altri paesi europei molti di più, con un aumento di quasi due volte e mezzo negli ultimi 20 anni. Ciò emerge grazie al confronto dei dati dei database OCSE 2022.
In questi 18 paesi europei, il consumo medio di antidepressivi è passato dalle 30,5 dosi giornaliere (DDD) per 1.000 persone al giorno nel 2000, alle 75,3 DDD nel 2020. Tale media nasconde punti di partenza molto diversi. L’OCSE ha dichiarato, infatti, che non è facile porre a confronto le informazioni dovendo tenere conto delle differenze tra i modelli di assistenza sanitaria e del modo in cui ogni paese registra i dati.
Infatti, Belgio e Ungheria, per esempio, non dispongono di dati relativi al consumo di ansiolitici in quanto non sono rimborsati dal Sistema sanitario, mentre i dati dell’uso di ansiolitici e antidepressivi in Germania, includono esclusivamente il consumo da parte dei pazienti con regime assicurativo obbligatorio. I dati della Svezia e Repubblica Ceca includono anche il consumo di questi farmaci negli ospedali e di quelli pagati di tasca propria.
Nel 2020, l’utilizzo medio in 24 paesi OCSE è stato di 68 DDD. La Turchia (49 DDD), la Francia (55 DDD) e la Germania (62 DDD), hanno registrato un consumo inferiore alla media. In 14 paesi su 18, il consumo di antidepressivi in 20 anni è più che raddoppiato.
La Repubblica Ceca ha registrato l’aumento più elevato con il 577%, mentre in Francia è aumentata solo del 38%. Chiaramente va considerato il fatto che vent’anni fa i sistemi di monitoraggio potevano essere differenti rispetto a oggi. Nello stesso periodo è aumentato del 304% in Portogallo, del 256% nel Regno Unito, del 208% in Spagna e del 200% in Germania.
Naturalmente, qui stiamo parlando soltanto di antidepressivi. Oltre a questi vi sono gli antipsicotici per schizofrenia, disturbi deliranti, disturbi dell’umore come il disturbo bipolare, il cui consumo è aumentato dal 2014 al 2021 del 20%, con 10 DDD per 1000 nel 2021. Ci sono inoltre gli ansiolitici, che rientrano nella categoria dei farmaci sedativo-ipnotici e ansiolitici.
Se prendiamo in considerazione solo gli ultimi dieci anni, OCSE fornisce i dati per 24 paesi europei, evidenziando un incremento complessivo del 36,5%. L’Estonia ha registrato l’aumento più significativo, +133%, mentre il consumo è aumentato solo del 2% in Francia, è raddoppiato nel Regno Unito ed è aumentato del 50% in Turchia. Questa variazione è stata inferiore al 25% in dieci paesi. Un aspetto interessante e da sottolineare è che il consumo di antidepressivi dal 2010 a oggi è calato solo in Danimarca.
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