
La stipendio ideale per vivere in Italia? Non è così semplice riuscire a delinearlo nel 2023. Infatti, circa sette lavoratori italiani su dieci avrebbero bisogno di uno stipendio in più per vivere meglio. Secondo il Rapporto Coop 2023, l’ulteriore aumento dei prezzi ha spinto le persone a contenere le spese e gli sprechi. Ma andiamo a vedere tutto nel dettaglio.
Secondo l’analisi, il 76% degli italiani ha cambiato le sue abitudini di acquisto: si rinuncia ai prodotti non strettamente necessari e si sta molto più attenti al risparmio. Questo ha causato un calo delle vendite del 3% nei primi sette mesi del 2023. Le prospettive future, però, non fanno ben sperare considerando che il 36% degli italiani dichiara che effettuerà nuovi tagli nella spesa nei mesi a seguire.
Sostanzialmente, si tende a comprare “quello che ci si può permettere”. Infatti, aumenta il numero di coloro che fanno la spesa nei discount e si riducono i consumi di qualità per prodotti considerati importanti nella dieta di ognuno di noi. Ad esempio, il consumo di frutta e verdura è diminuito del 15,2% negli ultimi due anni e per il 16% degli italiani si ridurrà ancora.
Un punto percentuale degli stipendi delle famiglie italiane è “mangiato” dai tassi d’interesse su mutui, prestiti e credito al consumo. La quota delle rate rispetto al reddito disponibile è passata dal 9,50% del 2019 al 10,55% di marzo scorso e, visti i successivi aumenti del costo del denaro, questa percentuale è destinata salire. È la stima della Fabi Cisl, che in un rapporto sui tassi parla di “shock finanziario” in arrivo per le famiglie e di reddito progressivamente eroso.
Da tali studi emerge un’Italia divisa in due sul costo dei prestiti per comprare casa: i mutui sono meno cari al Nord, mentre gli interessi sono alle stelle nel Mezzogiorno e nelle Isole. I tassi praticati dalle banche sono più salati per le famiglie italiane che vivono nel Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia) oltre che in Sardegna e Sicilia: chi risiede in quelle due aree geografiche, infatti, paga rate mediamente più alte rispetto a chi abita nel resto d’Italia. Nelle Isole, la media dei tassi d’interesse è del 4,23% e nel Mezzogiorno è al 4,18%, contro il 4,10% del dato nazionale.
Secondo un’indagine di borsaefinanza.it molto recente (gennaio 2023), si evince che il costo della vita di una persona single in Italia oscilli tra 1.200 e 1.700 euro netti al mese, inclusi affitto o mutuo, utenze, auto, spesa per il cibo e passioni per il tempo libero. Naturalmente, le spese di un single sono più elevate rispetto a quelle di un nucleo familiare. Basti pensare al costo del mutuo che, per chi è solo, grava unicamente sulle sue spalle, mentre per una famiglia si “divide” tra i due coniugi, se lavorano entrambi.
In entrambi i casi, anche se dovesse esserci una sola entrata mensile, chi ha familiari a carico ha la possibilità di avvantaggiarsi di altre agevolazioni oppure contributi statali, come l’assegno unico e universale, che è erogato mensilmente.
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