
In Italia un milione di minori è povero, in proporzione maggiore al sud e nelle città metropolitane. È questa l’immagine del nostro paese restituita dall’Istat. Una povertà minorile fatta di altre numerose disuguaglianze troppo spesso non considerate.
Secondo l’Istat, nel 2021 la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 382mila bambini (14,2%, rispetto al 9,4% degli individui a livello nazionale). L’incidenza varia dall’11,4% del Centro al 16,1% del Mezzogiorno.
I dati Istat attestano un 14,2% di minori in povertà assoluta nel nostro paese. Una cifra record composta da un milioni e 382mila minori poveri in Italia che non possono, nelle condizioni in cui versano, vivere in modo dignitoso. Le stime segnalano un ulteriore dato preoccupante: la povertà assoluta, nel nostro paese, rappresenta un’ingiustizia generazionale che colpisce i minori il doppio rispetto agli adulti.
Sulla questione Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, ha dichiarato “Questi dati certificano il fallimento delle politiche di contrasto alla povertà minorile messe in atto finora. È indispensabile cambiare strada per proteggere i bambini, le bambine e gli adolescenti del nostro paese da un impoverimento in continua crescita”
I dati Istat disegnano profili diversi di famiglie in povertà assoluta. Sono evidenziate le disuguaglianze che colpiscono le famiglie con figli più piccoli (dal 12,8% del 2020 al 15,4% del 2021), quelle dove la persona di riferimento del nucleo è in cerca di occupazione (27,2%), quelle in cui uno (30,7%) o entrambi i genitori sono stranieri, ma anche e soprattutto quelle che vivono in una abitazione in affitto (28,2%). La ricerca evidenzia, inoltre, l’incidenza della distribuzione geografica. In Italia la povertà minorile assoluta al Sud raggiunge il 16,1% (Al di sopra della media nazionale) e al Centro mostra una tendenza negativa (nel 2020 il 9,5%, nel 2021 il 11,4%).
Sempre su questi dati, Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, ha dichiarato “Rinnoviamo con forza la richiesta al Governo di raddoppiare le risorse del Fondo Sociale Europeo Plus da destinare in modo specifico alla Garanzia Infanzia” spiegando che serve “Per evitare che la povertà materiale si trasformi in povertà educativa per intere generazioni, chiediamo inoltre un investimento maggiore sull’educazione e sui servizi locali ad essa connessa, e che i fondi stanziati, a partire da quelli del PNRR, diano priorità alle zone dove la povertà minorile è più acuta”.
Povertà educativa e povertà economica sono in relazione costante. In Italia sono sempre di più gli studenti e le studentesse che vivono privazioni d’ogni tipo. Si tratta di una povertà che non si vede, difficilmente denunciata. La povertà educativa, che colpisce quel milione di minori poveri in Italia, non permette la possibilità di una gita scolastica, di uscire con gli amici per una pizza. Una realtà che non permette di coltivare inclinazioni e talenti. Le conseguenze sono tante e colpiscono l’apprendimento dei minori, il loro modi di relazionarsi con l’altro. Colpiscono la possibilità di futuro in quanto, nell’Italia civile, non tutti i bambini sono uguali.
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