
Le orche negli ultimi quattro anni sembrano aver sviluppato un atteggiamento insolitamente aggressivo verso le imbarcazioni. Per tale motivo il Portogallo ha vietato a queste di avvicinarsi ai branchi di orche a causa dei recenti attacchi.
Negli ultimi quattro anni sono stati registrati numerosi attacchi alle navi. Non solo in Portogallo ma anche nelle acque di Gibilterra e Spagna. Gli attacchi in Spagna sono talmente frequenti da fare diffondere delle linee guida dal ministero dei trasporti spagnolo. Gli studiosi sono divisi sulle motivazioni dietro questi attacchi: secondo alcuni potrebbero essere causati dalla vendetta o basarsi sull’esperienza traumatica di un’orca chiamata White Gladis, che avrebbe iniziato a mostrare un comportamento aggressivo nei confronti delle imbarcazioni, un atteggiamento che le altre hanno iniziato a imitare.
Secondo altri studiosi si tratterebbe invece di un atteggiamento giocoso. Questi mammiferi acquatici, infatti, giocano per rafforzare i legami all’interno del branco. A sostenere questa ipotesi è il fatto che gli animali mirino alle imbarcazioni non mostrando alcun interesse per le persone a bordo, anche quando ricorrono all’uso delle scialuppe di salvataggio. Sono state osservate avere atteggiamenti simili verso gli uccelli, ma anche in questo caso sembra che le orche non si siano cibate degli animali. In ogni caso, questi atteggiamenti sono pericolosi sia per i marinai che per gli stessi cetacei.
L’orca è un mammifero marino appartenente alla famiglia dei cetacei. Sono dei predatori all’apice della piramide alimentare, vivono in branchi chiamati Pod e presentano tecniche di caccia e di comunicazione tipiche di una singola popolazione, che vengono tramandate da un individuo all’altro. Hanno anche un intelligenza emotiva molto più sviluppata della nostra. Un esempio di quanto questi animali ci siano simili è il ritrovamento di alcune orche nel porto di Genova. In un Pod, inizialmente composto da cinque individui, sì è registrato dopo pochi giorni il decesso di uno degli esemplari, un cucciolo, che è stato tenuto a galla e trascinato dalla madre per oltre una settimana. Successivamente all’abbandono del piccolo, il Pod ha continuato a stazionare nei pressi del bacino del Porto di Pra’. Secondo gli esperti, la madre del cucciolo fece una specie di veglia funebre prima di abbandonarlo e riprendere il viaggio.
In natura gli attacchi delle orche all’uomo sono rari e non ne sono stati registrati di mortali. Discorso diverso è per quelle tenute in cattività. Famoso è il caso di Tilikum, orca tenuta in cattività nel parco acquatico di Orlando SeaWorld dal 1983 fino alla sua morte, nel 2017. Il cetaceo ha infatti ucciso tre persone: Keltie Byrne, Daniel P. Dukes, Dawn Brancheau, tutti suoi addestratori. Il motivo dietro questi attacchi è spiegato nel documentario Blackfish. Secondo gli altri allenatori, la causa sarebbe da attribuire ad anni di abusi e crudeltà nei confronti di Tilikum, incluso l’atto di consentire alle altre orche di ferirla con i denti, che ne hanno cambiato il carattere rendendolo piuttosto aggressivo. È comprovato che lo strappare questi animali dal loro habitat naturale sviluppi stress, depressione e atteggiamenti autolesionisti, come nel caso di Kiska, un’altra orca. Tutta questa sofferenza non vale il prezzo di uno spettacolo.
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