
La Spagna ha fatto un passo pionieristico all’interno dell’Unione Europea, introducendo una nuova normativa sul congedo climatico, che permette ai lavoratori di rimanere a casa durante eventi meteorologici estremi.
Questa misura, la prima del suo genere in Europa, risponde alla crescente preoccupazione per gli impatti dei cambiamenti climatici e riflette l’impegno crescente da parte dei governi a tutelare la sicurezza pubblica in un contesto globale in cui eventi climatici estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti.
La Spagna, seguendo l’esempio del Canada, ha deciso di prendere una posizione forte contro il negazionismo climatico e adottare politiche concrete per proteggere la vita dei cittadini e l’economia, segnando un importante passo avanti nell’affrontare le sfide del cambiamento climatico e diventando il primo Paese europeo ad introdurre un vero e proprio “congedo climatico” retribuito.
Ad un mese dalle tragiche alluvioni che hanno colpito la città Valencia, il governo spagnolo ha approvato una legge che permette ai lavoratori di assentarsi dal lavoro fino a quattro giorni (con possibilità di estensione) in caso di emergenze meteorologiche estreme. Questa misura, dopo una prima fase di sperimentazione nelle aree colpite dalla Dana alla fine di ottobre, sarà esteso a livello nazionale.
Fortemente sostenuta dalla ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, la legge nasce dalla necessità di tutelare i lavoratori e prevenire che si mettano in viaggio durante eventi meteo pericolosi, come ondate di calore, esondazioni e tempeste e, in particolare, il ministro dell’Economia Carlos Cuerpo ha specificato che questi permessi saranno disponibili in tutti i casi in cui le persone non potranno recarsi fisicamente al lavoro e non potranno lavorare a distanza.
Oltre a riconoscere ai lavoratori il diritto di restare a casa durante eventi meteo estremi, la nuova legge impone alle aziende obblighi e responsabilità precise per contribuire alla tutela dei propri dipendenti. Esse saranno infatti tenute ad adottare protocolli specifici e misure di prevenzione dei rischi per la gestione delle emergenze climatiche. I lavoratori dovranno essere messi al corrente delle disposizioni adottate e delle procedura da seguire in caso di emergenza.
Le aziende hanno 12 mesi di tempo per elaborare questi piani d’azione, adattati ai rischi specifici di ciascuna realtà aziendale distinguendo opportunamente oi diversi tipi di lavori e i rischi associati.
«I rischi climatici non sono gli stessi per un lavoratore che lavora in un’impresa edile o all’aperto e per un lavoratore che, ad esempio, lavora in un’infermeria o in una biblioteca, per questo stiamo dando alle aziende spagnole il mandato di dotarsi, entro 12 mesi, di protocolli d’azione», queste le parole della ministra Dìaz.
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