
È in vigore dai ieri, giovedì 19 marzo, il decreto legge dei carburanti approvato la sera di mercoledì 18 marzo dal consiglio dei ministri e, dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, si tratta di una conseguenza dei diversi attacchi degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran alle infrastrutture energetiche, che hanno determinato il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio globale, e che dunque ha fatto schizzare nuovamente alle stelle le quotazioni del barile.
Scatta così sin da subito il taglio di 20 centesimi al litro per circa 20 giorni – fino al 7 aprile – delle accise sulla benzina e sul diesel. Se, invece, si considera anche l’Iva, lo sconto per gli automobilisti sarà pari a circa 24,4 centesimi al litro, stando a quanto illustrato dalla premier Giorgia Meloni, dopo il via libera del Consiglio, al Tg1. Una mossa anti-speculazione strategica, volta a contenere i costi schizzati alle stelle dei rifornimenti dal benzinaio.
La presidente del Consiglio ha così annunciato anche l’istituzione di un credito d’imposta sul gasolio per tutte le aziende di autotrasporto, con l’obiettivo di scongiurare l’ipotesi che i rincari del diesel si traducano in un consistente aumento dei prezzi delle merci. Come si legge anche nel quotidiano “Il Sole 24 Ore”, cruciale è stato lo stanziamento di ben 10 milioni di euro per rimborsare – sotto forma di sconto sulle tasse future – il 20% delle spese delle aziende per il gasolio utilizzato. L’obiettivo, dunque, sarebbe quello di fermare immediatamente “gli aumenti ingiustificati” e “la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”, come rivendicato dalla premier.
Ma non è tutto. Accanto a delle simili dichiarazioni rilasciate dalla premier, e dunque oltre ai sostegni economici previsti per le famiglie e le imprese, il governo ha infatti promesso anche ben tre mesi di controllo attuato dal Garante per la sorveglianza dei prezzi – noto anche come “Mister Prezzi“, come è possibile leggere anche all’interno dell’articolo 1: “Prevenzione e contrasto alle manovre speculative sui carburanti”. Una misura straordinaria, con il fine di verificare che le tariffe applicate dai distributori non subiscano variazioni ingiustificate rispetto alle quotazioni del greggio all’interno dei mercati internazionali. Insomma, “un’immediata azione di controllo sulla rete di distribuzione dei carburanti” – come si legge all’interno di una nota del Mimit – predisposta dai ministri delle Imprese, Adolfo Urso, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, grazie a un lavoro sinergico condotto insieme alla Guardia di Finanza.
Nei casi più gravi, inoltre, le società che applicheranno rincari ritenuti sproporzionati potranno essere soggetti a denunce e a procedimenti legali. Insomma, un provvedimento che, stando a quanto dichiarato dall’esecutivo, assumerebbe la funzione di contrastare i fenomeni speculativi indicati come responsabili dell’innalzamento del costo del carburante.
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