
La mattina del 17 febbraio 2026 le fiamme non hanno lasciato scampo allo storico Teatro Sannazaro di Napoli. In poche ore questo patrimonio, tra le decorazioni e gli interni riccamente ornati, è andato distrutto. Non si è fatta attendere la risposta dalle istituzioni: oltre al vertice indetto dal prefetto di Napoli, Michele Bari; il ministro della Cultura Giuli ha incontrato il sindaco Manfredi.
L’incendio ha provocato il crollo della cupola, mentre rimane in piedi solo lo scheletro della struttura. Anche nella notte del 18 febbraio, sono continuati a bruciare piccoli focolai. Fortunatamente nessuna vittima, pochi intossicati tra vigili del fuoco e presenti sul luogo. Nel più recente censimento del Comune sono state rilevate circa 28 unità immobiliari danneggiate, includendo i locali commerciali, per un totale di 26 persone evacuate dai propri appartamenti. Inoltre, ARPA CAMPANIA ha deciso di collocare un campionatore per rilevare le possibili sostanze inquinanti rilasciate nell’aria nella vicina Piazza dei Martiri. Ad oggi, le cause dell’incendio sono sconosciute, mentre l’ammontare dei danni si aggira attorno ai 60-70 milioni di euro. Eppure il discorso non è solamente monetario, il Teatro ha infatti costituito un importante pezzo di storia di Napoli e dei suoi illustri artisti.
La “Bomboniera di Chiaia”, così definita, fu inaugurata il 26 dicembre 1874: molte le commedie inscenate tra Eduardo Scarpetta e la compagnia del Teatro Umoristico “I De Filippo”. Nel secondo dopoguerra, conobbe un periodo di degrado e abbandono, come molti altri teatri d’epoca. Venne “salvato” dall’attrice Luisa Conte e dal marito Nino Veglio e quindi riaperto nel 1971. Alla sua morte, il sito è passato in gestione alla nipote Lara Sansone che ha proseguito l’opera di cultura, continuando ad offrire spettacoli, fino a due giorni fa.
La mattina del 18 febbraio il ministro della cultura, Alessandro Giuli, è arrivato a Via Chiaia, effettuando un sopralluogo, per partecipare ad una riunione con il sindaco Manfredi. Assicura che il Comune, la Regione e lo Stato lavoreranno insieme per riedificare il Teatro Sannazaro, affinchè possa tornare ad essere bello come prima. Più cauto Manfredi, che ricorda la necessità, prima di pensare alla ricostruzione, di definire un percorso amministrativo che possa permettere la collaborazione tra pubblico e privato. Nell’immediato, si pensa ad una località per garantire la continuità della programmazione degli spettacoli: il Comune mette a disposizione il Teatro Mediterraneo. Intanto il presidente della regione Campania, Roberto Fico, ha preparato lo stanziamento di fondi da 1 milione di euro. In aggiunta, molti artisti si stanno unendo all’accorato appello di solidarietà, e pianificando una tempestiva raccolta di fondi.
Bisogna sperare che non si presentino le medesime problematiche del Teatro Petruzzelli di Bari, distrutto nel 1991 e riaperto tra mille difficoltà solo nel 2009. L’augurio è che i cittadini napoletani debbano, solo temporaneamente, dire arrivederci e non addio: sono ancora tante le pagine da scrivere per il Teatro Sannazaro.
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