
Parole pesanti, come le pietre. Parole pronunciate da un tono avvezzo. Parole che ti lasciano un po’ con il fiato sospeso. Stiamo parlando della bordata eclatante che arriva dalle frasi pronunciate da Incoronata Boccia, vicedirettrice del Tg1, nel corso della trasmissione Che sarà su Rai 3, condotta da Serena Bortone. “L’aborto è un omicidio“. E ancora: “Stiamo scambiando un delitto per un diritto”. La vicedirettrice del Tg1 è intervenuta così nella parte della puntata dedicata appunto al tema dell’aborto, argomento al centro della discussione politica da giorni. Una donna che definisce un delitto l’aborto che invece in Francia è in Costituzione. Una donna che a quanto pare, alla Rai di Meloni, ci sta ad hoc. Cosa ci dice tutto questo? Che una Tele Meloni effettivamente c’è e, bisognerebbe prenderne atto.
Incoronata Boccia è stata travolta da feroci critiche dopo aver espresso il suo pensiero sull’aborto nel salotto di Serena Bortone su Raitre. Per il Pd e il M5s si tratta di affermazioni «inaccettabili e inammissibili». Il Partito Democratico ha aggiunto anche che “Boccia non dovrebbe più ricoprire l’incarico di dirigente nel servizio pubblico”. Da parte sua, il centrodestra difende la vicedirettrice del Tg1: «La sinistra – hanno accusato in una nota i componenti di FdI in commissione di Vigilanza Rai – a parole si schiera a difesa della libertà di pensiero e di espressione, ma nei fatti quando questa non incontra i suoi favori diventa il più zelante dei censori». «È l’ennesimo episodio di intolleranza stalinista della sinistra», ha attaccato Maurizio Gasparri. «La legge 194 non si tocca», ha puntualizzato infine il leader di Forza Italia, Antonio Tajani.
Anche Livia Turco, ex Ministra della Salute, ha criticato le posizioni degli anti-abortisti nel corso della trasmissione ‘L’aria che tira’, in onda su La7. «Si vuole colpire un principio etico: la libertà di scelta e l’esercizio della responsabilità delle donne – ha sottolineato Turco -. Nessuna può parlare del dramma dell’aborto quanto una donna, anche quando lo sceglie». L’ex ministra ha poi attaccato la “disumanità” delle campagne contro la Legge 194 portate avanti anche dall’ex senatore Simone Pillon. «Piuttosto bisognerebbe preoccuparsi del fatto che in questi anni sono diminuiti i consultori».
«Io mi auguro che stasera ognuno di noi non dimentichi che l’aborto non è un gioco politico. Che a restare incinte siamo noi donne, che a partorire siamo noi donne, che a morire partorendo o abortendo siamo noi. E che la scelta tocca dunque a noi. A noi donne. E dobbiamo essere noi donne a prenderla, di volta in volta, di caso in caso, che a voi piaccia o meno». Sono queste le parole, ancora attualissime, di Oriana Fallaci nel dibatto, mai sopito, sull’aborto. Dichiarazione che purtroppo è stata dimenticata.
L’Italia è il Paese dove più del 60% dei ginecologi è obiettore di coscienza (il 90% al Sud), dove sono decine i cimiteri dei feti, dove alcuni farmacisti rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo alle pazienti munite di ricetta. È il Paese dove migliaia di donne ogni anno sono costrette a lasciare la propria regione per ottenere una Ivg, dove ai convegni sulla famiglia organizzati dalla destra vengono regalati feti di plastica e dove parole come vita, madri e famiglia nascondono goffamente la volontà di controllare il corpo delle donne. L’Italia va male e rischia di andare sempre peggio.
E ricordiamoci ogni giorno che il governo Meloni vuole garantire libero accesso ai consultori alle organizzazioni contro l’aborto, chiamate in maniera scorretta pro-vita o pro-life, e, soprattutto, intende anche finanziarle attivamente con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sottraendo risorse alla sanità pubblica. Per farlo Meloni ha pensato di presentare un emendamento, firmato dal deputato Lorenzo Malagola di Fratelli d’Italia e già approvato in commissione Bilancio della Camera, all’articolo 44 del disegno di legge per l’attuazione del Piano, che affronta tematiche inerenti alla sanità.
Ma la domanda resta sempre e solo una: perché Meloni fa ancora politica sulla libertà delle persone?
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