
Bari si conferma la città che gode del clima migliore d’Italia, mentre Napoli resta tra le prime posizioni della classifica nazionale. Secondo, infatti, l’ultima classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore dell’Indice del Clima – giunta ormai alla sua nuova edizione – il capoluogo partenopeo si piazza, con grande stupore di tutti, al 24esimo posto su scala nazionale, a metà classifica. Un posizionamento che, per ovvie ragioni, induce a riflettere sul fragile equilibrio che all’interno del capoluogo si genera tra condizioni favorevoli e gravi criticità meteorologiche sempre più critiche, dinanzi alle quali non è più possibile chiudere gli occhi.
L’Indice del Clima consiste in una delle tante analisi scientifiche condotte periodicamente al fine di monitorare la qualità ambientale nei vari territori nazionali. La graduatoria, dopotutto, si promette di esaminare oltre cento capoluoghi di provincia, valutando il benessere climatico di questi ultimi fondandosi su ben 15 parametri meteorologici. Tra questi, spiccano le ore di sole, le precipitazioni, le intensità delle piogge, il tasso di umidità, di ventilazione, nonchè le ondate di calore rilevate durante le ore diurne e notturne. Indagini che tengono conto di una serie di mutamenti che si verificano all’interno di un ampio arco temporale: i dati meteo, infatti, coprono tutto il decennio 2014-2024, permettendo così di studiare l’evoluzione climatica nel medio e nel lungo periodo.
All’interno di questa classifica, Napoli si piazza nella fascia centrale di questa graduatoria. Un risultato che lascia ancora desiderare, confermano ancora una volta un trend che prosegue da anni – e che nell’ultimo periodo si è amplificato sempre di più – che vede il capoluogo campano ancora ben distante dal podio. Tuttavia, è necessario segnalare anche i grandi sforzi che sono stati condotti negli ultimi anni, mantenendo una posizione relativamente favorevole rispetto alle altre grandi città della Penisola.
In generale, quel che emerge dalla classifica è un dato chiaro e incontrovertibile: le città costiere del Mezzogiorno hanno l’opportunità di beneficiare di temperature più miti, garantite anche da una maggiore ventilazione naturale. Come il capoluogo pugliese – che occupa il vertice della classifica – anche Napoli, dal canto suo, presenta alcune condizioni tipiche del clima mediterraneo, con inverni relativamente miti e piovosi ed estati calde ma mitigate dalle brezze marine che soffiano dal golfo. Ancora, la città partenopea ha dimostrato di saper mantenere buoni livelli di soleggiamento – il sole splende in media per circa 260 giorni all’anno.
Ma, nonostante tutto, non mancano le criticità che incidono pesantemente sul punteggio complessivo. Tra queste, in primis si segnala la notevole frequenza di notti segnate da un vero e proprio clima tropicale. Inoltre, anche l’aumento dei fenomeni legati alle precipitazioni estreme rappresenta un evidente spia di mutamenti climatici in corso.
Ma non è tutto. I risultati resi noti dalla classifica, infatti, fotografano non soltanto il capoluogo partenopeo, ma sono in grado di restituire dati chiari anche in riferimento alle altre città della regione. Tra queste, segue a breve distanza Napoli – collocandosi al 27esimo posto – Salerno, mentre Avellino si piazza al 51esimo posto. Subiscono, invece, un tracollo pesante le peggiori in termini climatici, ossia Benevento e Caserta. Il capoluogo sannita, infatti, finisce al 97esimo posto, mentre la Città della Reggia slitta addirittura quasi in coda alla classifica nazionale – collocandosi al 104esimo posto su 107, poco sopra Carbonia, nel Sud della Sardegna.
A segnare significativamente il bilancio così negativo della Terra di Lavoro sono le terribili ondate di calore estivo che hanno investito la città, determinando indici di calore estremi e rendendo la stagione estiva piuttosto difficile da sostenere. Curiosamente, però, la stessa provincia si riscatta sul fronte invernale, ottenendo un lusinghiero 13esimo posto per quanto riguarda la scarsità di giornate gelide.
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