
Ottobre 2023, aggressione di matrice fascista al Vomero. Tarallo indossa giubbino “Antifa” e viene aggredito: rinviati a giudizio i responsabili
Un’aggressione fascista sconvolge il quartiere del Vomero. Roberto Tarallo, musicista e insegnante di fotografia, viene assalito con violenza brutale da quattro militanti di Casa Pound, colpevole, secondo loro, di indossare un giubbotto con il logo “Antifa”. A un anno di distanza, la giustizia muove i suoi primi passi, rinviando a giudizio gli aggressori. La vicenda, oltre a scuotere profondamente la comunità locale, solleva interrogativi sulla persistenza di certe ideologie violente nel tessuto sociale italiano.
Era il 23 ottobre 2023 quando Roberto Tarallo, 43enne noto per il suo impegno culturale e sociale, venne brutalmente aggredito nei pressi dei Gradini Torrione San Martino. Il motivo? La toppa sul bavero del suo giubbotto, riportante il logo “Antifa”, simbolo di antifascismo. Preso di mira inizialmente in un pub a Castel Sant’Elmo, Tarallo fu seguito e colpito con calci e pugni fino al punto di essere quasi ucciso. Gli aggressori, quattro esponenti di Casa Pound, gli sottrassero il giubbotto, simbolo del ricordo di una resistenza che tolse all’Italia la vergogna fascista. Dei testimoni allertarono la polizia, permettendo il rapido soccorso e il trasporto della vittima in ospedale.
A distanza di un anno, il Giudice per l’Udienza Preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per i responsabili: i fratelli Acuto, Palmentano (segretario della sezione Berta di Casa Pound e originario di Roma) e Taras Abhua. Tra i capi d’imputazione, oltre all’aggressione, figurano anche reati previsti dalla legge Mancino.
Il processo, fissato per il 3 febbraio 2025, vedrà la partecipazione come parti civili dello stesso Roberto Tarallo, assistito dall’avvocata Elena Coccia, l’ANPI (rappresentata da Maria Giorgia de Gennaro) e il Comune di Napoli. La presenza di queste realtà testimonia un fronte comune contro le derive neofasciste.
Maurizio Acerbo, Rino Malinconico e Elena Coccia del Partito della Rifondazione Comunista hanno commentato con fermezza: “Ancora una volta siamo di fronte a un partito organizzato sul piano nazionale che si dichiara apertamente fascista. Quello di Napoli non è un caso isolato: anche a Bari sono in corso procedimenti contro i militanti di Casa Pound. Torniamo a chiedere lo scioglimento di queste organizzazioni neofasciste, come previsto dalla XII disposizione della Costituzione nata dalla Resistenza”.
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