
L’isola di Cipro, posizionata nell’estremo Mediterraneo orientale, è stata sin dagli albori della civiltà umana un crocevia di popoli differenti. Difatti, è stata terra di conquista per molti: Greci, Romani, Bizantini, Franchi/Lusignani, Veneziani, Ottomani e Inglesi. Molte e travagliate le vicende che hanno attraversato l’isola e che ancora oggi lasciano un’impronta. Ma, nonostante ciò, la città di Nicosia oggi si presenta come una delle grandi capitali della cultura del Mediterraneo, con i suoi numerosi e straordinari musei che abbiamo avuto l’opportunità di visitare durante un viaggio con all’interno di un progetto ‘Erasmus KA121 Adult Education’ organizzato dal Club Unesco Caserta (pres. Prof.ssa Iolanda Capriglione) in collaborazione con l’associazione ‘InformaMentis Europa’ (pres. Avv. Vincenzo Girfatti). Grazie al forte impegno di Ioannis Eliades, vicepresidente della Società degli Studi Cipriota e direttore del Museo Bizantino di Cipro, abbiamo ricevuto una calorosa accoglienza da parte di tutti i direttori dei musei che ci hanno ospitato. Le esposizioni che abbiamo visitato erano tutte organizzate secondo i criteri più moderni e secondo un’avanzata cultura dell’immagine museale.

Tutto ciò nel rispetto di una tradizione molto forte, in quanto i contenuti di questi musei vanno dall’immenso patrimonio archeologico di Cipro fino alla più raffinata contemporaneità. Tra i luoghi previsti dalle attività di jobshadowing che più ci hanno colpito penso al Museo archeologico di Cipro, quanto al Museo Bizantino, la Leventis Gallery e il Leventis Museum, il Museo della Banca di Cipro, fino all’inaugurazione del Museo di Limassol. Grazie sempre all’attenzione che il dott. Eliades ha rivolto alla nostra organizzazione, ci ha permesso di incontrare la Dr.ssa Marina Solomidou-Ieronymidou, Presidente della Commissione Nazionale UNESCO di Cipro ed ex direttrice del Dipartimento delle Antichità.

«Credo che sia un incarico molto importante e sono molto onorata del fatto che recentemente mi sia stato assegnato, per un periodo di cinque anni da quest’anno fino al 2030. È un qualcosa che mi sta molto a cuore, perché in un certo senso continuo quello che facevo quando ero Direttrice del Dipartimento dele Antichità, quando sono andata in pensione alla fine del 2023. Naturalmente questo ruolo va anche oltre, non è solo patrimonio culturale, include molto di più: ha a che fare con l’educazione, la stampa e la comunicazione, e ovviamente il patrimonio culturale. Spero che da questo nuovo incarico che mi è stato conferito, mi sia possibile aiutare il mio Paese, prima di tutto, e implementare la collaborazione che Cipro può avere con altri Paesi– con i paesi di origine come dico sempre: l’Italia, la Grecia e altri ancora – per essere in grado di proteggere il più possibile i nostri monumenti e siti contro tutti i rischi che affrontiamo, che siano la guerra, i conflitti interni o il cambiamento climatico.Quindi credo e spe-ro di essere in grado di offrire la mia esperienza da questo nuovo ruolo».
«La cultura unifica sempre le persone. Quindi spero che la cultura alla fine si dimostri in grado di unificare questa area travagliata, la mia isola, che è l’unico paese europeo che è diviso, con l’unica capitale europea divisa. Ma credo che se dimentichiamo la politica e tutto questo, noi, le persone della cultura, possiamo fare molto. Perché l’archeologia e la cultura di Cipro non possono essere divise in sud e nord, questo è fuori questione. È una cultura, un patrimonio culturale che non appartiene solo a noi, voglio dire a noi Ciprioti, ma appartiene all’umanità».
«I monumenti del patrimonio mondiale a Cipro sono tre: il sito neolitico di Choirokoitia, il sito di Pafos, Vecchia Pafos e vicino a Pafos, e le chiese dipinte nella zona di Troodos, sulle montagne. Volevo solo dire che stiamo preparando una nuova pubblicazione, una nuova guida che sarà revisionata; ne avevamo una più vecchia. Questa sarà aggiornata con nuove fotografie, testi migliorati che sono stati scritti dai responsabili degli scavi archeologici di questi siti o del restauro delle chiese dipinte. Nella parte occupata dalla Repubblica turca di Cipro Nord, purtroppo, ci sono molti siti a rischio. rischio. Quindi questo è il lavoro del comitato bicomunale per il patrimonio culturale, il cui lavoro è molto importante per preservare e non vedere la completa distruzione di questi importanti monumenti. Ci sono anche monumenti molto importanti che potrebbero essere inclusi nei siti del patrimonio mondiale di Cipro, ma purtroppo ci scontriamo con il nostro problema politico, che è serio. L’UNESCO, come sapete, riconosce solo gli stati, per cui la parte settentrionale di Cipro, che è occupata, non è riconosciuta da nessuno. Quindi questa è la parte difficile. Ecco perché dico che dobbiamo superare questa questione, il problema politico, per preservare il più possibile anche nella parte occupata. E sì, ci sono monumenti molto importanti, come per esempio la città fortificata di Famagosta, le mura stesse, ma anche i monumenti che si trovano nella città recintata. E spero che troveremo presto una soluzione a questo problema molto importante».
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