
Ai Quartieri Spagnoli, tra gli spazi della Fondazione Foqus, Informare ha partecipato all’Ecoinsieme Festival, un progetto nazionale dedicato alla transizione ecologica e all’innovazione nelle produzioni culturali promosso dal Consorzio Forma e sostenuto dal Ministero della Cultura. Tre giorni intensi, in cui studenti, ricercatori, imprese e cittadini hanno condiviso pratiche, problemi e nuove possibilità per costruire un settore culturale capace di far coincidere la qualità artistica e la responsabilità ambientale.
Consorzio Forma è un ente che lavora ogni giorno nel campo della formazione, costruendo future competenze. A guidarlo è Armando Mauro, che vanta una lunga esperienza alle Nazioni Unite nella prevenzione dei rischi naturali e ambientali e una visione molto chiara: «Formare significa responsabilizzare, la sostenibilità non è un capriccio, ma un tema che riguarda la salute delle persone». Oggi il Consorzio Forma è un ente accreditato che rilascia qualifiche professionali valide in tutta Europa e si rivolge a giovani e adulti in cerca di specializzazioni concrete.
Mauro lo dirige dal 2015, anno in cui ha dato una svolta all’identità dell’ente: «Abbiamo scelto di concentrare il nostro lavoro su due assi: la sostenibilità ambientale e le produzioni culturali. Non sono più mondi separati». Una scelta che negli anni ha trovato forma e respiro proprio nell’Ecoinsieme Festival. Un’iniziativa che mette insieme creatività, innovazione e transizione ecologica. «È un laboratorio per aiutare il settore culturale a ridisegnare i propri processi, perché – continua Mauro- abbiamo un’eccellenza creativa straordinaria, ma ancora poco attenta al tema ambientale».
Tra i temi emersi nelle attività del consorzio c’è anche un aspetto poco conosciuto: i rifiuti prodotti dalle industrie dello spettacolo. «Costumi di scena, materiali, scarti: quando finisce una produzione spesso finiscono in discarica. Non esiste quasi mai un circuito di riciclo o riuso». Una vera piaga per un settore importante sotto il profilo culturale che inconsapevolmente incide sull’inquinamento nelle nostre città.
La presenza del Consorzio Forma nei Quartieri Spagnoli non è un caso, ma parte della mission e del lavoro svolto dall’intero staff, che si impegna a formare e riconoscere nuove competenze, sensibili al tema ambientale. «Stare qui significa assumersi una responsabilità sociale più ampia: lavoriamo con le scuole della Fondazione Foqus, con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con realtà del terzo settore e con tanti giovani del territorio». All’interno del progetto Ecoinsieme Festival sono stati attivati cinque corsi online aperti a partecipanti da tutta Italia: dall’eco-design alle basi della sostenibilità. L’ultimo, ancora in corso, è dedicato al Management della sostenibilità, una nuova figura introdotta dal Ministero dell’Ambiente e sempre più richiesta» dice Mauro.
Sui giovani, Mauro ha un giudizio chiaro: «La consapevolezza ambientale c’è, quello che manca è la fiducia che le imprese siano pronte a valorizzare queste competenze». Molti ragazzi si formano, partecipano ai bandi, acquisiscono specializzazioni. Ma poi incontrano un mercato del lavoro che fatica a cogliere la sfida della transizione ecologica. «A volte entrano motivati e preparati, e vengono frenati da chi gestisce l’azienda: ‘costa troppo’, ‘non abbiamo tempo’, è lì che si crea frustrazione». Per Mauro la vera svolta arriverà quando le nuove generazioni occuperanno ruoli gestionali: «Allora l’innovazione ambientale smetterà di essere un ostacolo e diventerà una condizione naturale»
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