
Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, l’esplosione di una Fiat 126 imbottita di tritolo tolse la vita al magistrato Paolo Borsellino e a cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Soltanto pochi mesi prima, il 23 maggio, Giovanni Falcone era stato ucciso con la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta (Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani).
Da quel giorno sono passati ventitré anni, e la criminalità organizzata si è adattata allo scorrere del tempo: ha cambiato volto, modi di agire, atteggiamenti, interessi. Ma il lascito degli uomini e delle donne che hanno perso la vita nel tentativo di respingere questo male tutto umano è ancora presente e immutabile, più vivo che mai.
Nella giornata del 18 luglio, presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria Sopra Minerva del Senato della Repubblica, si è tenuta la mostra “Informare con l’arte. La pittura antimafia di Gaetano Porcasi nel ricordo di Paolo Borsellino”. La mostra – nata dalla collaborazione tra la Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone, Officina Volturno e Magazine Informare – è stata un momento di raccolta e di riflessione, veicolato dai quadri di Gaetano Porcasi.
L’evento si è aperto con le parole della Vice Presidente Castellone; a seguire sono intervenuti la senatrice Concetta Damante, il Direttore Responsabile di Magazine Informare Antonio Casaccio, il fondatore di Officina Volturno Angelo Morlando, il Direttore Artistico di Magazine Informare Alessandro Ciambrone, l’artista Gaetano Porcasi e il sindaco di Partinico, Pietro Rao.
Ancora una volta, il cardine attorno cui dovrebbe ruotare la lotta alla mafia è la cultura. Studiare, informarsi, approfondire: sono le parole chiave di una guerra che, purtroppo, non vede ancora la fine. E i giovani, qui, svolgono un ruolo fondamentale. È questo il motivo per cui l’arte di Gaetano Porcasi è un patrimonio da conservare con cura: nella sua immediatezza, nei colori che colpiscono, la sua pittura arriva ai giovani con genuinità. Che sia con il rosso del sangue, con degli occhi che fingono di non vedere o con un sorriso, poco importa: l’arte è resistenza, e se è in grado di solleticare i cuori dei giovani allora ha vinto.
ph: Sara Corno
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