
Quando nel 2002 Tommaso Morlando, fondatore di Officina Volturno e Informare, mandò in stampa il primo numero del nostro giornale con il titolo d’apertura “Benvenuta Officina: ecco chi siamo!”, l’attuale editore della testata non avrebbe mai immaginato gli sviluppi e la crescita che l’avrebbero interessata nel corso degli anni. Non tutti i lettori odierni di Informare sanno infatti che esso nacque dalle e grazie alle attività di Officina Volturno, associazione che al tempo decise di impegnarsi in prima linea a Castel Volturno per creare un punto di aggregazione e allontanare i ragazzini del posto dalla strada e dall’illecito, in un periodo caratterizzato dall’egemonia e dalla potenza di diversi clan appartenenti alla criminalità organizzata.
L’associazione non ha perso affatto i valori originari che l’hanno contraddistinta e continua il proprio lavoro di promozione socio-culturale del territorio su cui opera organizzando eventi e manifestazioni, come quello del 21 settembre in occasione della Giornata Internazionale della Pace. Per tornare alle prime righe dell’articolo, dopo un lasso di tempo lungo 22 anni e la pubblicazione di ben 258 numeri, all’interno dei quali si trovano denunce e inchieste che hanno scosso l’opinione pubblica campana, italiana e, talvolta, anche internazionale, Informare vive oggi il suo periodo più florido, ma non intende fermarsi.
A metà settembre due delegazioni di Informare sono state rispettivamente ospiti de “La Radiazza”, programma condotto da Gianni Simioli su Radio Marte; e de Il Messaggero, storico quotidiano nazionale diretto da Guido Boffo, con sede a Roma. Al centro di entrambi gli incontri la storia e l’evoluzione di Informare, ma soprattutto l’ultima video-inchiesta firmata da Antonio Casaccio, Direttore responsabile del giornale, su un immobile di Pinetamare (frazione di Castel Volturno) diventato ormai un grande punto di spaccio di droga. Tecniche e strumenti adottati per il lavoro di denuncia del fatto hanno destato sorpresa in ambedue le situazioni, tanto che sia Radio Marte che Il Messaggero hanno sposato il modus operandi dei giovani giornalisti del periodico mensile e parlato dell’opportunità di una collaborazione per il futuro. I due sopralluoghi sono stati e saranno un’occasione straordinaria, perché dai prossimi mesi la voce e le idee dei cronisti di Informare avranno la possibilità di essere diffuse su tutto il territorio italiano.
Ogni aspirante giornalista radiofonico o di un quotidiano di carta stampata ha sicuramente tra i sogni nel cassetto quello di lavorare e collaborare con emittenti e testate del genere, motivo per il quale il nostro giornale manterrà le porte aperte con entrambi. Da Castel Volturno all’Italia intera: è ciò che è cambiato dai primi anni Duemila, una crescita che inorgoglisce e che ci spinge ulteriormente a mantenere la linea editoriale di sempre.
Nonostante gli sviluppi degli ultimi anni, Informare non ha intenzione di modificare la sua mission. L’obiettivo è dare voce ad ogni singolo territorio regionale e alle sue eccellenze, denunciare le storture della società, fare inchiesta, restare al di fuori di ogni corrente politica così da costituire una vera e propria voce indipendentista nel panorama mediatico di oggi.
C’è poi lo scopo, non meno importante, di dare spazio e aprire la redazione ai giovani che hanno voglia di emergere e di raccontare; di fornirgli tutto il supporto di cui hanno bisogno, così come è stato fatto con noi all’inizio del nostro percorso; di insegnargli le tecniche di scrittura di un articolo e di essere una scuola di formazione per quanto riguarda grafica e impaginazione, utilizzo dei social network, videomaking e tanto altro. Soltanto nel mese di settembre abbiamo accolto altri due nuovi collaboratori, pronti a salire a bordo e a far parte della squadra.
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