
Come avrete letto nell’editoriale del numero di Aprile, il nostro Informare ha raccolto una nuova ed entusiasmante sfida oltreoceano. Per due mesi abbiamo vissuto un’esperienza immersiva nella società americana (e italoamericana), accompagnati dalla Sbarro Health Research Organization (SHRO), diretta dallo scienziato di fama internazionale Antonio Giordano.
Grazie a questa possibilità, ho potuto raccontare del lavoro di Informare alle principali fondazioni italoamericane presenti negli USA, che sono state entusiaste nell’ascoltare un impegno civico attivo contro le mafie, portato avanti da un gruppo di giovanissimi cronisti. Dal presidente della NIAF John Calvelli sino al presidente onorario dell’Ordine dei Sons and Daughter of Italy, Joseph Sciame, tutti hanno espresso profondo interesse per la nostra attività editoriale. Questa comunione di valori e ideali è riuscita a gettare le basi per future collaborazioni che avranno l’obbiettivo di rafforzare il legame indissolubile che unisce i due Paesi. Sono state tante le istituzioni e le personalità incontrate in questo viaggio, e ognuno ha lasciato un’indicazione per ritornare in Italia con ancora più determinazione per il nostro lavoro.
Porterò sempre nel cuore l’elogio e la discussione avuta con l’ex sindaco di New York Bill De Blasio, che si è mostrato interessatissimo alle inchieste sulla Terra dei Fuochi, fenomeno che ben conosce a causa proprio delle sue origini beneventane. E poi l’incontro con Francesca Zambello, direttrice della National Opera di Washington ed ex direttrice della Scala di Milano e del Metropolitan di New York; quella con l’attrice Cristiana Dell’Anna, con l’editorialista del “Corriere della Sera” Federico Rampini, con gli amici de “La Voce di New York”, con il vicepresidente della Nbc Philadelphia Chris Blackman e tanti tanti altri.

Ma i ricordi che custodirò con più emozione sono quelli legati ai giovani professionisti incontrati alla SHRO, dal dott. Canio Martinelli al dott. Giulio Mazzarotti: è stato entusiasmante vedere medici di tenera età imporsi con decisione nel panorama scientifico americano. Loro sono le eccellenze italiane che rendono lustro internazionale al nostro Paese, eppure troppe volte sono proprio loro quelli meno valorizzati all’interno dei confini nazionali. Stiamo spingendo fuori le migliori energie del Paese, ma non fa niente: l’Italia perderà, i nostri giovani no.
Esattamente come raccontiamo nello speciale USA, la storia della nostra gente all’estero è spesso fatta da racconti vincenti, di italoamericani che sono diventati un motore decisivo dell’economia più importante al mondo. Quelle che leggerete sono solo alcune di quelle storie, ma vale la pena riflettere sull’accento che ognuno pone nel sottolineare le origini, i valori, le tradizioni e gli ideali trasmessi dai nonni emigrati da tutta Italia in cerca di fortuna.
Ultimo, ma non per importanza è stato il coronamento di un sogno: la visita istituzionale alla Casa Bianca per conto di Magazine Informare e della SHRO. Un’occasione riservata a pochi che ho vissuto con profonda solennità, ascoltando con attenzione la storia densa che ogni stanza della White House trasuda. Quanta strada ha fatto il nostro Informare, partito da Castel Volturno, e quanta strada ancora c’è da percorrere. Eppure anche noi siamo fiduciosi e determinati nello sguardo volto al futuro, poiché confortati dai valori di sacrificio e rispetto portati avanti da milioni di italiani in ogni dove del mondo. Ora tocca anche a noi sacrificarci per lanciare il nostro Informare tra le stelle, sempre guidati da quei valori morali di uguaglianza e indipendenza che danno il senso profondo al nostro impegno civico.
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