
Siamo giunti al settimo e ultimo capitolo di questo europeo itinerante che ha visto protagonista l’Italia di Roberto Mancini. Il tecnico marchigiano ha saputo ridare qualità e brio a una nazionale a pezzi dopo la deludente mancata qualificazione ai mondiali del 2018. I ventisei Azzurri tecnicamente quasi impeccabili e spinti da un forte spirito di gruppo hanno saputo ridonare, partita dopo partita, entusiasmo al popolo italiano. Questa manifestazione sportiva ha assunto significati che vanno ben oltre le semplici partite di calcio: è divenuta simbolo di ripartenza dopo un anno di stadi deserti. I tifosi son finalmente ritornati a popolare gli spalti e a inneggiare le loro nazionali. Ripercorriamo le tappe di quest’avventura italiana in attesa della finale in programma questa sera alle 21 sul terreno di gioco di Wembley.
Il primo capitolo si è scritto allo Stadio Olimpico di Roma, la cerimonia inaugurale di Euro 2020 vedeva gli Azzurri scontrarsi con la Turchia di Şenol Güneş. La struttura difensiva della Turchia non si è risparmiata mettendo in difficoltà il fraseggio e il giro palla dell’Italia. Costanza, perseveranza e un pizzico di fortuna hanno però comunque permesso agli Azzurri di andare in vantaggio con un cross di Berardi finito sul petto di Demiral e concluso in rete per un autogol. Come succederà nel corso di altre partite, le magie di Ciro Immobile e Lorenzo Insigne, concludevano il match con un secco 3-0.
Il cielo della capitale ha fatto da cornice per il secondo capitolo di quest’intensa avventura. L’Italia impostasi sugli ospiti svizzeri ha concretizzato il primo vantaggio al 18’ con un calcio d’angolo di Insigne che trovava Giorgio Chiellini pronto per piazzarla in rete. Il Var strozzava l’urlo di gioia degli Azzurri per un tocco di mano del capitano che pochi minuti dopo abbandonava il terreno di gioco per un problema muscolare lasciando spazio a Francesco Acerbi. Pochi minuti dopo è stato però il talento classe 98’, Manuel Locatelli, a piazzarla in rete. Gli elvetici hanno provato a rendersi pericolosi ma, al 51’ è stato ancora il centrocampista del Sassuolo ad aver permesso ai tifosi italiani di esultare con un sinistro rasoiato. A concludere il match Ciro Immobile, metteva a segno il secondo gol in due partite.
Il terzo capitolo azzurro è all’insegna del tre: tre partite e tre vittorie per gli uomini di Roberto Mancini hanno fatto sì che si confermassero la squadra da battere. Era da poco scoccato il 39’ quando Matteo Pessina sbloccava il risultato di una partita non troppo entusiasmante che però dava prova di quanto tutto il gruppo italiano sia dotato di qualità. Donnarumma, spettatore non pagante, marcava il cartellino del terzo match con reti inviolate.
“Abbiamo voluto vincere, siamo stati bravi” il quarto capitolo si chiudeva con queste parole di Roberto Mancini. L’Italia incontrava, per la prima volta, un’avversaria difficile da battere e molto determinata. Le squadre, infatti, si sono affrontate oltre i novanta minuti di gioco regolamentari. Il primo gol della partita veniva firmato al 95’ da Federico Chiesa mentre il secondo, sempre firmato da un azzurro, era di Pessina al 105’. L’Austria non ha però mollato provando a mettere in difficoltà gli uomini di Roberto Mancini e, non a caso, il primo gol subito dal portierone azzurro, Gigio Donnarumma, arrivava proprio al 114’ nel pieno del secondo tempo dei supplementari. Ma nessuna preoccupazione per gli italiani: ai quarti giungono comunque.
È stata l’Allianz Arena di Monaco a ospitare i quarti di finale e a fare da palcoscenico per il quinto capitolo di questo sogno a occhi aperti. Novantasei minuti di bel gioco e sofferenza hanno decretato l’Italia vincitrice contro i numeri 1 del ranking UEFA. Le doti tecniche dei Diavoli Rossi non sono servite per recuperare i gol subiti dagli Azzurri che con Nicolò Barella al 31’ e o’ tiraggir di un Magnifico Lorenzo Insigne – incoronato poi Star of the Match – al 44’ hanno portato a casa la Semifinale. Unico neo di questo capitolo è stato l’infortunio di quel che, sulla fascia, sembrava essere il treno dell’Italia: Leonardo Spinazzola, per una rottura del tendine d’Achille, lasciava tra le lacrime il terreno di gioco stretto poi dall’abbraccio di tutta la nazione.
Il rettangolo di gioco di Wembley accoglieva gli Azzurri a Londra per il capitolo numero sei: una notte magica che regalava la finale alla squadra italiana. Nonostante la rete di Chiesa al 60’ – che sembrava aver già regalato la finale all’Italia – Álvaro Morata impediva il passaggio immediato del turno allo scadere dei 90’. La decisione rinviata ai supplementari non trovava comunque una vincitrice e, alla fine, i ragazzi di Roberto Mancini si sono giocati ai rigori il posto in finale. Proprio l’errore del numero 7 spagnolo, che precedentemente aveva dato speranza alle furie rosse, ha deciso le sorti della semifinale.
Il settimo capitolo di questa magica estate italiana è tutto da scrivere questa sera: la fredda Inghilterra è pronta per essere riscaldata dalla passione italiana. In attesa di scoprire chi alzerà la coppa al cielo non si può far altro che inchinarsi a questo gruppo che ci ha regalato delle vere e proprie notti magiche!
di Rossella Schender
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